“Il comune di Mogliano Veneto è l’unico comune tra i 45 del “Bacino Ambiente” che durante l’amministrazione del Sindaco Arena ha sempre espresso la propria contrarietà all’inceneritore di Fusina, lo attestano i verbali del comitato di controllo e di coordinamento di Veritas e della stessa commissione consiliare presieduta dallo stesso Bortolato” hanno ribadito durante la conferenza stampa organizzata questa mattina in Piazza Caduti , a Mogliano, dai gruppi Consiliari del centrosinistra. L’oggetto della conferenza è stato l’inceneritore di Fusina. A tal proposito, oltre alla presenza dei consiglieri Tiziana Bau- Capogruppo Consiliare lista Carola Arena Sindaco, Giacomo Nilandi- Capogruppo Consiliare lista Mogliano Bene Comune, Daniele Ceschin- Capogruppo Consiliare lista Democratici era presente anche l’ex Assessore all’Ambiente della Giunta Arena, Oscar Mancini.
“Ci sono i verbali della commissione consiliare della commissione del 27 ottobre 2016 – presieduta allora da Bortolato – quando l’assessore all’ambiente Oscar Mancini riceveva pubblici complimenti dell’intera commissione nonché dal Presidente del “Comitato No inceneritore” Giorgio Massimi, per il suo voto contrario. A smentirlo ci sono inoltre pubbliche testimonianze di ex sindaci – anche di centro destra – che, pur favorevoli all’inceneritore, testimoniano la nostra ferma contrarietà e danno “atto della nostra coerenza”. E se non bastasse potranno essere chiamati a testimoniare la presidente del Comitato di Controllo Maria Rosa Pavanello e lo stesso presidente di Veritas Vladimiro Agostini. La verità è che Bortolato, di fronte alla crescita di un movimento contrario all’inceneritore, non sa più a che santo votarsi”.
Nella nota trasmessa oggi, i firmatari ribadiscono quanto già detto ieri in sede di Consiglio Comunale: ” Questa commissione ha un chiaro intento politico ed è un evidente “fallo di reazione” da parte di una maggioranza che non sa come giustificare le sue scelte e non intende dare risposte ai tanti cittadini che in queste settimane stanno chiedendo all’amministrazione Bortolato per quale motivo s’intende cambiare rotta rispetto alla posizione assunta in passato in merito al termovalorizzatore di Fusina. Quindi, coerentemente con quanto abbiamo fatto due settimane fa in occasione della mozione presentata dal sindaco, non abbiamo partecipato al voto che istituisce questa commissione. Anche perché non la riteniamo lo strumento corretto per ricostruire i passaggi propedeutici e gli atti amministrativi relativi all’impianto di Fusina. Basta una rapida ricerca per trovare delibere, verbali, dichiarazioni, articoli e metterli tutti in fila. Non servono tre mesi, perché noi ci abbiamo messo un paio di giorni. Tutti documenti che renderemo pubblici perché non abbiamo nulla da nascondere e, dal momento che la maggioranza ha messo in moto una macchina del fango, ora siamo noi i primi a volere la verità.
Ovviamente indicheremo come minoranza un componente che farà parte della commissione che, alla luce di quanto è già uscito in questi giorni, nasce già morta. La nostra posizione sul progetto del “Polo impiantistico di Fusina” in questi mesi si è delineata molto chiaramente. In continuità con quanto portato avanti dalla precedente Amministrazione in termini anche interlocutori nei vari consessi deputati alla discussione si è arrivati a costruire un percorso che portasse alla luce lo stato di avanzamento del progetto. Con tre sedute della Commissione Speciale Ambiente tenute in periodo di lockdown attraverso video conferenze si è cercato di capire da un lato il progetto in sé e dall’altra gli effetti sulla salute dei cittadini. È un peccato che al termine di queste sedute la commissione non abbia potuto esprimere una mozione comune da portare in Consiglio Comunale. Ma abbiamo ritenuto comunque fosse importante che in consiglio se ne parlasse presentando una nostra mozione che chiedeva una chiara presa di posizione. La maggioranza ha perso però un’occasione per fare chiarezza sulle proprie posizioni e per tutta risposta ci hanno presentato una commissione di indagine”.
Silvia Moscati
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