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Esperienza di realtà virtuale all’M9 di Mestre

Fino al 1° maggio, M9 – Museo del ’900 ospita l’installazione di realtà virtuale Torino, 12 giugno 1940, attraverso cui rivivere l’esperienza dei bombardamenti aerei di quel giorno.   Prosegue in questo modo la collaborazione con il Polo

Fino al 1° maggio, M9 – Museo del ’900 ospita l’installazione di realtà virtuale Torino, 12 giugno 1940, attraverso cui rivivere l’esperienza dei bombardamenti aerei di quel giorno.

 

Prosegue in questo modo la collaborazione con il Polo del ’900 di Torino, già tra gli archivi partner di M9.

 

Rivivere l’accaduto in realtà virtuale

A Mestre viene riproposta nella sua parte dell’esperienza maggiormente immersiva: due visori per la realtà virtuale fanno rivivere al visitatore una scena di vita quotidiana improvvisamente interrotta dalla deflagrazione di un bombardamento. L’obiettivo del progetto è infatti quello di sensibilizzare il pubblico sugli effetti e sulle drammatiche conseguenze che i bombardamenti hanno avuto sulle città e sulla popolazione di tutta Europa. Anche al secondo piano del Museo M9, un’intera installazione è dedicata all’esperienza del rifugio antiaereo.

 

Il 12 giugno 1940, all’una di notte, poche ore dopo la dichiarazione di guerra da parte dell’Italia a Francia e Inghilterra, Torino è colpita dal primo di una serie di bombardamenti che, fino all’aprile 1945, provano duramente la città e i suoi abitanti, fisicamente e moralmente. In quella prima notte di guerra, a bombardare è l’aviazione inglese in un attacco che dura 45 minuti, causando 17 morti e 40 feriti. Il giorno seguente cadono bombe anche sulla zona industriale di Marghera: l’area degli stabilimenti della Liquigas viene colpita il 13 giugno 1940.

 

A poche ore dall’inizio del conflitto risulta evidente l’impreparazione con la quale il regime fascista ha portato l’Italia in guerra, tanto che, due anni più tardi, è l’Italia intera ad essere oggetto di una massiccia campagna di bombardamenti angloamericani: la crisi del regime, a quel punto, è conclamata su tutti i fronti nei quali si combatte. Tutte le grandi città del Nord ma anche Roma, Napoli, Taranto e Brindisi vengono colpite duramente, ma non sono le sole. Treviso, ad esempio, il 7 aprile del 1944, subisce un bombardamento che provoca circa 1.500 vittime. Lo stesso è accaduto anche a Mestre e Marghera, come quando il 28 marzo 1944 morirono quasi 200 persone. Lo scontento continua a crescere e, nonostante la forte repressione messa in atto dal regime, i movimenti di Resistenza sono sempre più forti.

 

In seguito all’8 settembre 1943 e al crollo del regime fascista, l’Italia diviene teatro di una guerra civile in cui a scontrarsi sono i militari della Repubblica Sociale Italiana (collaborazionisti delle truppe naziste occupanti) e i partigiani italiani (sostenuti dagli alleati) che combattono per la liberazione dell’Italia, mentre le rappresaglie nazifasciste contro i civili aumentano e i bombardamenti alleati diventano sempre più intensi. Il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia proclama l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti: in pochi giorni, anche grazie alle forze partigiane, tutta l’Italia settentrionale viene liberata. A Mestre, ad esempio, le truppe britanniche, per lo più di nazionalità neozelandese, entrano il 29 aprile e trovano la città sotto il controllo del Comitato di Liberazione Nazionale cittadino.

Torino, 12 giugno 1940

Presentata lo scorso anno al Rifugio Antiaereo del Museo Diffuso della Resistenza di Torino, l’installazione è stata realizzata da Manitoba e ManaManà, Iconomia/The Virtual Lab, Agenzia per lo Sviluppo di San Salvario Onlus, Museo Diffuso della Resistenza e Polo del ’900, con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito del Bando Polo del ’900.

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