Italian flag
MarconMestreMogliano VenetoSlide-mainStoria e Archeologia

Erminio Ferretto: un messaggio e un monito per i giovani

3 minuti di lettura

Si è svolta questa mattina la celebrazione congiunta dei rappresentanti dei Comuni di Venezia, Marcon e Mogliano, per l’anniversario della morte di Erminio Ferretto. La cerimonia si è tenuta nell’omonima strada di Mogliano, a lui dedicata.

Mogliano – “Infiniti sono i mali di una dittatura ma il peggiore è quello di rendere cattivi anche i buoni”. Con queste parole di Beppe Fenoglio, il Presidente Lino Sponchiado ha concluso il suo discorso questa mattina, alla celebrazione della vittima del fascismo, Erminio Ferretto. La celebrazione congiunta dei rappresentanti dei Comuni di Venezia, Marcon e Mogliano, era dovuta all’anniversario della morte di Erminio Ferretto.

dig

Simbolo di lotta per la libertà, ad Erminio Ferretto, nativo di Mestre, soprannominato el venexian, sono state intitolate strade e la grande piazza di Mestre.

Erminio Ferretto

Nato a Mestre il 12 dicembre del 1915, Erminio Ferretto morto a Bonisiolo, frazione di Mogliano Veneto, il 6 febbraio 1945.

Giovane attivista, contrario al governo fascista di Mussolini, nel luglio del 1937 Erminio Ferretto decise di dare il suo contributo alla difesa della Repubblica spagnola. Partì volontario e giunto in Spagna, fu inquadrato nella XII Brigata internazionale.

Caduta la Repubblica di Spagna, Erminio Ferretto riparò in Francia. Lì fu incarcerato e poi consegnato alla polizia italiana. Processato e inviato al confino, rimase a Ventotene dal giugno del 1941 sino alla caduta del fascismo. Nel settembre del 1943, riacquista la libertà e tornato in Veneto. Erminio Ferretto s’impegna subito nell’organizzazione della lotta partigiana nella Val Cellina. Dopo aver militato in varie formazioni, divenne comandante del battaglione Garibaldi intitolato a Giovanni Felisati, già morto da partigiano. Nel1944 stava operando nel trevigiano quando viene ucciso nella notte tra il 5 e 6 febbraio 1945 a Bonisiolo di Mogliano Veneto.

La storia

Sull’episodio ci sono varie e differenti testimonianze risalenti a momenti diversi, ma non è stato ritrovato negli archivi nessun documento ufficiale delle autorità fasciste. Si racconta che, Erminio Ferretto si era rifugiato in una casa colonica della famiglia mezzadrile di Ferdinando Pavan, base non ancora nota alle brigate nere. Il 5, in piena notte, arrivarono le brigate nere, circa una trentina.

“Mestriner e Bresolin erano in casa, al piano di sopra, mentre gli altri tre erano nella stalla. La masseria venne perquisita e anche i buoi vennero fatti uscire. Nella confusione, i partigiani, che avevano occultato le armi, cercarono di nascondersi dove potevano. Chi si trovava in casa si appiattì sotto il letto di una donna che aveva partorito da poco e non venne individuato. Bepi Battaglia salì sul tetto del fienile e benché ferito riuscì a fuggire. Erminio e Martino Ferretto si nascosero nella mangiatoia degli animali, mimetizzati nel fieno. Ma i brigatisti frugarono più volte con i forconi. Martino, colpito in una gamba riuscì a trattenersi, mentre Erminio, ferito alla gola o all’inguine, emise un grido e venne individuato. Fatto uscire allo scoperto venne ucciso con una raffica di mitra. Dopo la sua morte la formazione, una volta riorganizzatasi, prese il suo nome”. https://www.anpi.it/biografia/erminio-ferretto

Il ricordo e il desiderio di pace

La cerimonia, promossa dal Comune di Mogliano assieme a quelli di Venezia e Marcon, si è svolta in via Erminio Ferretto. Lì c’è ora il cippo a lui dedicato, è lì sono state deposte due corone d’alloro.

Hanno partecipato all’evento, l’assessore alla Promozione del territorio di Venezia, Paola Mar, insieme al presidente del Consiglio comunale di Mogliano Lino Sponchiado, e al presidente del Consiglio comunale di Marcon, Thomas De Rossi. Erano inoltre presenti altre autorità militari e civili del territorio, oltre che alle sezioni ANPI di Mogliano e Preganziol, di Mestre e di Marcon.

Erminio Ferretto: un messaggio e un monito per i giovani

Tutti, nei loro discorsi, hanno voluto evidenziare che pace e democrazia non sono scontati, ma sono valori da difendere giorno per giorno.

“Questa giornata ci deve far riflettere sull’importanza del ricordo, avendo la responsabilità di passare il testimone alle generazioni future. – ha detto l’assessore Paola Mar – Sicuramente la storia ci racconta i fatti del passato che devono essere tramandati nel tempo, affinché venga ricordato il sacrificio di chi si è battuto per i valori della libertà e della pace”.

“Sono trascorsi 79 anni da quel fatto crudele. La democrazia permette la libertà e la partecipazione a tutti i cittadini, senza distinzioni. Vorrei cogliere l’occasione per esortarci tutti al rispetto dei valori democratici. E al ricordo di tutte quelle persone che per la democrazia hanno combattuto e sono morte” ha voluto sottolineare il presidente Lino Sponchiado, nel suo discorso, un messaggio e un monito per i giovani. ilnuovoterraglio.it

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
ItaliaSantiSlide-main

Santa Teresa di Gesù bambino: salvare le anime

6 minuti di lettura
Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo nacque ad Alençon il 2 gennaio 1873, ultima figlia di Louis Martin e…
IstruzioneSlide-mainTreviso

Scuole dell'infanzia a Spresiano: otto anni di rette azzerate, il bilancio del sindaco Della Pietra

2 minuti di lettura
Otto anni fa, nel 2018, l’Amministrazione comunale di Spresiano ha introdotto un contributo a sostegno delle famiglie che iscrivono i figli alle…
MusicaSlide-mainVenetoVille Venete

Serenissime dimore:

3 minuti di lettura
Tre concerti nel secondo fine settimana Dal 2 al 4 ottobre il Festival itinerante Serenissime Dimore propone tre concerti a Este, Zugliano…