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Emissioni di metano, si interviene sui paesi esportatori

Soddisfazione dell’associazione Amici della Terra per le conclusioni del panel internazionale che dà pragmatica priorità alla riduzione delle dispersioni di metano nei Paesi esportatori per ridurre in tempi rapidi le emissioni climalteranti. Adesso attesa per le decisioni della prossima COP28 a Dubai. Per Amici della Terra il tema delle emissioni di metano deve trovare adeguato rilievo nel Piano Mattei.

ROMA – Negli scorsi mesi l’Europa e gli Stati Uniti hanno chiamato a raccolta i Paesi del mondo produttori e consumatori di gas naturale per concordare azioni per la riduzione delle emissioni in atmosfera, al secondo posto per impatto sul clima dopo la Co2. Gli Amici della Terra hanno partecipato agli incontri internazionali del Greenhouse Gas Supply Chain Emissions Measurement, Monitoring, Reporting, Verification Framework (“Framework”) e fornito un proprio specifico contributo.

Unica ONG ambientalista italiana, Amici della Terra ha fatto parte dello Stakeholder Advisory Group del “Framework”, insieme al Governo e ad alcuni dei principali attori della filiera del gas naturale italiana, protagonisti anche del Tavolo di lavoro nazionale per la riduzione delle emissioni della filiera del gas naturale promosso dall’Associazione nel 2021.

L’associazione esprime piena soddisfazione per la dichiarazione ufficiale dei partecipanti al “Framework” pubblicata al termine della prima fase di lavori: “Finalmente emerge la volontà di intervenire concretamente su un aspetto prioritario delle politiche climatiche internazionali in relazione all’energia, senza dimenticare che le maggiori emissioni si hanno nei settori agricoltura e rifiuti”.

Tommaso Franci, responsabile energia di AdT, ha aggiunto: “Le emissioni zero non esistono, l’Europa e l’Italia hanno fatto e fanno molto per ridurre le proprie con obiettivi sempre più ambiziosi, ma finalmente l’attenzione si sposta sui paesi esportatori di gas naturale grandi emettitori, dove sono possibili rapidi e risolutivi interventi, molto più economici. Il tema è di vitale importanza per l’Italia, che importa più del 90% del gas che consuma, ed è responsabile delle emissioni dei Paesi da cui lo importa”.

“Le proposte del Framework e di quanto previsto nel Regolamento europeo in corso di approvazione finale, pubblicato l’altro giorno, cui pure gli Amici della Terra hanno contribuito con proposte e osservazioni, devono trovare adesso condivisione e decisioni operative nell’ambito della prossima COP28 di Dubai, dove il nostro Paese si presenta con le carte in regola per contribuire al consenso e agli interventi industriali necessari nei Paesi esportatori nel Mediterraneo e in Africa”.

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