C’è un vento che porta verso le destre sovraniste in Europa dopo il voto, con Le Pen che doppia Macron in Francia. Ma non solo, in Germania l’AfD vince su l’Spd e diventa il secondo partito più votato per la prima volta
Il tedesco Olaf Scholz sapeva di giocarsi molto in queste europee, se non altro per le inevitabili ripercussioni e l’impatto sul governo del Paese, con ben tre partiti che di fatto ne escono molto ridimensionati, bocciati inesorabilmente dal voto.
In Austria il Partito delle Libertà d’Austria (FPÖ) si aggiudica la vittoria, ottenendo il 25,5% dei consensi, con il Partito Popolare Austriaco (Ovp) secondo con il 24,7% dei voti, confermando di fatto la vittoria dell’ultra-destra, forse frutto di un trionfo annunciato.
E Macron che con l’Eliseo frastornato, incassa il 32% di Rassemblement National di Marine Le Pen che suona forte a confronto del 14,9% di Rn, con le camere sciolte e il voto fissato al 30 giugno, una Marine Le Pen in grande spolvero, che apre forse al vero personaggio nuovo della politica transalpina, quel Jordan Bardella classe 1995, presidente del Rassemblement National che, pur raffigurato in un certo tipo di tradizione rappresenta il nuovo che avanza.
Quindi destra a valanga, pur non raggiungendo i partiti moderati con la famosa “maggioranza Ursula”, immarcescibile e composta da Partito Popolare Europeo, Socialisti, Renew Europe e Verdi con la complicità ben assestata del Ppe reduce da un gran risultato.
E ora Bruxelles è pronta per comporre il nuovo Parlamento Ue
Zero Biscuit di Mauro Lama
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