“Non creare inutile allarmismo, ma affrontare il problema Coronavirus con risolutezza, mettendo immediatamente in campo personale e risorse adeguate per la sanità pubblica.” È questa, in estrema sintesi, la priorità che Elena La Rocca segnala per la Regione veneto, puntando però anche il dito sulle contraddizioni della politica sanitaria regionale: “con l’arrivo del Coronavirus i media hanno puntato il faro sulle politiche per la salute dei cittadini che il Veneto mette in atto, ma in realtà la Regione da anni sta facendo delle politiche economiche e di sviluppo che vanno nella direzione contraria, promuovendo inceneritori, cementificazione e senza monitorare adeguatamente lo stato della salute cittadina. A Zaia sembra non interessare il fatto che Venezia sia la terza città in Veneto per nuovi tumori diagnosticati e che ci siano decine di migliaia di morti all’anno per inquinamento dell’aria, forse perché queste sono morti che non occupano le prime pagine dei giornali. Possibile che l’agenda politica della regione debba essere dettata solo dai media?”.
Stiamo pagando anni di tagli che Zaia ha voluto sulla sanità pubblica e di fronte allo stress a cui sono sottoposti in questi giorni operatori e reparti negli ospedali: “La saturazione dei posti nei reparti di rianimazione e di malattie infettive è un problema oggettivo. Se è vero che nella maggior parte dei casi il Coronavirus dà sintomi lievi o nulli è verosimile anche che le persone con sintomi importanti che necessiteranno di ricovero nei prossimi giorni e settimane potrebbero aumentare: la Sanità Pubblica deve essere messa in condizione adesso di assicurare cure adeguate a tutti a fronte di qualsiasi aumento di infezioni di grado severo ed evitare il caos”.
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