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Elena e Serenity tornano a nuotare: due tartarughe marine liberate agli Alberoni

2 minuti di lettura

Dopo le cure al Centro di primo soccorso del Lido, rilasciate in mare aperto dalla Protezione civile

VENEZIA- Una mattina carica di emozione quella vissuta agli Alberoni, dove due tartarughe marine Caretta caretta sono tornate a solcare le acque dell’Adriatico. Si tratta di Elena, giovane esemplare di circa cinque anni, e di baby Serenity, che con appena un anno rappresenta un caso eccezionale nella storia dei recuperi seguiti dal Museo di Storia Naturale Giacomo Ligabue di Venezia.

Entrambe erano state affidate alle cure del Centro di primo soccorso dell’Istituto Francesco Morosini del Lido, struttura che opera nell’ambito del progetto europeo NetCet per la tutela di cetacei e tartarughe marine. Dopo visite veterinarie, idratazione e terapie mirate, le due tartarughe sono state trasportate al largo e rilasciate in mare da un’imbarcazione della Protezione civile del Comune di Venezia, davanti a operatori, volontari e cittadini accorsi per assistere al ritorno “a casa” degli animali.

Un caso raro: baby Serenity

Se Elena aveva destato attenzione quando fu ritrovata a Sant’Erasmo, incapace di immergersi, Serenity ha sorpreso gli esperti per le sue dimensioni. Di esemplari così piccoli – inferiori ai tre centimetri – non si conoscono quasi le abitudini e fino a oggi non erano mai stati segnalati al Lido. Quest’anno sei tartarughine di un anno erano approdate lungo la costa adriatica, successivamente trasferite a Riccione, tranne Serenity, rimasta in cura al centro veneziano e oggi liberata in mare.

La rete per la tutela degli animali

L’iniziativa si inserisce nel quadro della collaborazione tra Comune di Venezia e Fondazione Musei Civici, rinnovata quest’anno per ulteriori tre anni. Grazie al coordinamento del Museo di Storia Naturale, la rete locale garantisce pronto soccorso, cure veterinarie, trasferimenti nei centri specializzati e la possibilità di restituire gli esemplari al loro ambiente naturale.

L’assessore all’Ambiente Massimiliano De Martin ha espresso gratitudine verso il personale e i volontari che hanno seguito i due animali: «L’obiettivo comune è contribuire alla salvaguardia di specie sensibili come le tartarughe marine, aiutando gli esemplari in difficoltà e restituendoli alla libertà una volta guariti».

Buone pratiche per i cittadini

Il direttore del Museo di Storia Naturale, Luca Mizzan, ha colto l’occasione per ricordare come comportarsi in caso di ritrovamenti: non toccare mai l’animale, non rimuovere oggetti o parassiti dal corpo, e contattare immediatamente la Guardia Costiera.

Intanto, mentre Elena e Serenity nuotano di nuovo nel loro mare, al Centro Morosini resta in cura un altro esemplare, Giordana, arrivata debilitata e con difficoltà respiratorie ma in progressivo miglioramento.

Maggiori informazioni sui progetti di studio e cura delle tartarughe marine sono disponibili sul sito del Museo di Storia Naturale di Venezia: link al progetto.

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