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Economia circolare. A Treviso gli oli alimentari esausti diventano biocarburante

2 minuti di lettura

Entro fine anno circa 150 mila litri di biocarburante prodotto, grazie alla partnership tra le catene di ristorazione del Gruppo Cremonini e il Gruppo Hera. I ristoranti di Treviso, Silea e Conegliano, inseriti in un progetto nazionale che coinvolge 194 punti ristoro lungo una filiera completamente tracciata e sostenibile: dalle cucine alla bioraffineria Eni di Porto Marghera.

Un progetto di economia circolare che coinvolge 3 punti ristoro nella Marca – Saranno circa 150 mila i litri di biocarburante ricavati annualmente grazie agli oli alimentari esausti di Chef Express e Roadhouse, con un risparmio di 126 tonnellate equivalenti di petrolio e la mancata emissione di 413 tonnellate di CO2. Sono questi i primi risultati della partnership fra il Gruppo Cremonini (a cui Chef Express e Roadhouse appartengono) e il Gruppo Hera per il recupero e la valorizzazione degli oli esausti delle catene di ristorazione. Un progetto di economia circolare partito solo da alcuni mesi (marzo 2022), ma già in grado di produrre risultati tangibili per l’ambiente.

La provincia di Treviso è protagonista di questo progetto, grazie ai Roadhouse del Capoluogo (viale della Repubblica), Silea (centro commerciale Emisfero) e di Conegliano, (presso l’area commerciale di San Fior).

Oli alimentari esausti: una filiera molto promettente per l’economia circolare – La sinergia sviluppata da Hera, Chef Express e Roadhouse, nell’ambito delle politiche di sostenibilità dei rispettivi Gruppi, contribuisce alla decarbonizzazione partendo da un razionale che rappresenta bene le potenzialità di circolarità della filiera: in Italia il 38% degli oli vegetali esausti, pari a quasi 100.000 tonnellate, viene generato dai settori professionali (industria alimentare, ristorazione e artigianato).

Gli oli dalle cucine alla bioraffineria Eni di Porto Marghera – Il progetto, nel suo complesso, vede il coinvolgimento di 194 bar e ristoranti del Gruppo Cremonini in tutta Italia. Su questi punti il Gruppo Hera cura la raccolta degli oli vegetali di scarto, per poi inviarli alla bioraffineria Eni a Porto Marghera, dove sono destinati alla produzione di biocarburante idrogenato, nell’ambito dell’accordo quadro di economia circolare siglato tra il Gruppo Hera ed Eni. La sinergia tra Hera, Chef Express e Roadhouse contribuisce così ai processi tesi alla decarbonizzazione dei due Gruppi, dando nuova vita a un rifiuto che – trasformandosi in una risorsa – permette, almeno in parte, di evitare l’impiego di carburante di origine fossile.

Una filiera di recupero trasparente e certificata – Il coinvolgimento del Gruppo Hera consente di gestire l’ingente quantità di oli raccolti (se non ben trattati potenzialmente dannosi per l’ambiente) in maniera corretta e sostenibile. Oltre all’expertise Hera, a garanzia di sostenibilità e trasparenza del percorso, esiste sul processo la certificazione di un ente terzo, SGS, come previsto dallo schema europeo ISCC (International Sustainability & Carbon Certification). Tale certificazione attesta che le attività gestite da Hera, in tutte le sue fasi – dalla raccolta territoriale al pretrattamento, fino alla produzione del biocarburante – riducono le emissioni di gas serra di oltre l’80% rispetto alla produzione di gasolio da fonti fossili.

I primi risultati raggiunti – Dopo neppure 10 mesi di operatività, i primi risultati della collaborazione sono assolutamente incoraggianti. Dai punti di ristorazione del Gruppo Cremonini aderenti al progetto, da marzo ad ottobre 2022, sono stati raccolti 88 mila chili di olio vegetale esausto, poi trasformati in oltre 100 mila litri di biocarburante idrogenato. Proiettando questi dati su base annua, è possibile stimare che l’olio raccolto dalla rete di Chef Express e Roadhouse consisterà in circa 130 mila chili, che permetteranno la produzione, appunto, di 150 mila litri di biocarburante, sufficienti ad alimentare autovetture a ciclo diesel di media cilindrata con una percorrenza complessiva di oltre 2.300.000 km. In termini di minori emissioni, il progetto consentirà un risparmio annuale di 126 tonnellate equivalenti di petrolio e 413 tonnellate di CO2, pari all’assorbimento di anidride carbonica generato da un bosco con circa 20.600 alberi.

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