Con il pensionamento del dr. Paolo Radossi, il Centro avvia una nuova fase grazie alla collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, mantenendo vivo un patrimonio di oltre cinquant’anni di ricerca e cura
CASTELFRANCO VENETO (TV)- Dal 4 novembre, il dr. Paolo Radossi, per decenni punto di riferimento per i pazienti affetti da difetti ereditari della coagulazione, conclude la propria lunga carriera presso l’ospedale San Giacomo di Castelfranco Veneto. Il suo pensionamento segna la fine di un capitolo importante nella storia della sanità trevigiana, ma anche l’avvio di una nuova fase per il Centro, che continuerà la propria attività grazie alla collaborazione con l’Unità Operativa Malattie Trombotiche ed Emorragiche dell’Azienda Ospedale–Università di Padova, diretta dal prof. Paolo Simioni.
Una patologia complessa che richiede competenza e multidisciplinarietà
I difetti ereditari della coagulazione, come l’emofilia, sono malattie rare in cui il sangue non coagula correttamente per la carenza o il malfunzionamento di specifici fattori. I pazienti possono manifestare sanguinamenti anche in seguito a traumi minimi, spesso a carico di articolazioni e muscoli, e necessitano di trattamenti sostitutivi regolari e di un approccio multidisciplinare che includa la prevenzione e la gestione delle complicanze.
Un patrimonio di eccellenza nato negli anni ’70
Il Centro per l’emofilia di Castelfranco Veneto nacque nel 1973 grazie al prof. Agostino Traldi, pioniere della medicina trasfusionale, con il sostegno dell’on. Domenico Sartor. Traldi creò un reparto dedicato e introdusse pratiche terapeutiche innovative, attirando pazienti da tutto il Paese.
Fu inoltre tra i primi in Italia a utilizzare esclusivamente sangue e plasma da donatori volontari, periodici e controllati, in collaborazione con la sezione castellana dell’AVIS. Questa scelta rigorosa, allora controcorrente, salvaguardò i pazienti di Castelfranco dall’epidemia di HIV che negli anni ’80 colpì la comunità emofilica internazionale.
L’esperienza del prof. Traldi contribuì alla definizione della legge regionale sul Piano sangue e plasma del 1987, poi estesa a livello nazionale, e consolidò la reputazione del Centro come modello di sicurezza e innovazione.
Ancora oggi, la stretta collaborazione con AVIS e con l’associazione dei pazienti LAGEV resta un tratto distintivo del Centro, che ha saputo rinnovarsi mantenendo vivi i valori fondanti di solidarietà e qualità.
La collaborazione con Padova: un ponte tra storia e futuro
Dal 2024, il Centro beneficia di una convenzione con l’Azienda Ospedale–Università di Padova, e in particolare con l’unità diretta dal prof. Simioni, riconosciuta a livello nazionale per l’eccellenza nella gestione delle coagulopatie ereditarie.
Questa sinergia assicura la continuità clinico-scientifica del Centro e un costante raccordo con il polo universitario, garantendo l’adozione dei più aggiornati protocolli diagnostico-terapeutici.
La convenzione prevede inoltre attività formative e di affiancamento rivolte al personale medico e infermieristico dell’Ulss 2, favorendo la crescita professionale e la trasmissione di competenze avanzate nel campo delle malattie emorragiche rare.
Una collaborazione che rappresenta un vero ponte tra tradizione e innovazione, capace di valorizzare il patrimonio umano e scientifico costruito in oltre cinquant’anni di attività a Castelfranco.
Configurazione attuale e prospettive future
Oggi il Centro è gestito dalla Medicina Generale dell’ospedale di Castelfranco Veneto, in stretta sinergia con la Medicina Trasfusionale di Treviso, il Pronto Soccorso di Castelfranco e l’Ortopedia di Montebelluna, sotto il coordinamento della Direzione Medica Ospedaliera.
Il Centro segue circa 250 pazienti, il 74% dei quali residenti nel territorio dell’Ulss 2, ed è riconosciuto come uno dei principali punti di riferimento regionali per la diagnosi, cura e follow-up dei difetti ereditari della coagulazione.
Il lavoro congiunto delle diverse unità operative ha portato alla creazione di un protocollo specifico per la gestione delle urgenze in Pronto Soccorso e all’avvio di un percorso integrato con l’Ortopedia di Montebelluna per la presa in carico dei pazienti emofilici con artropatia.
Questa rete multidisciplinare consente di mantenere elevati standard di cura e di migliorare la qualità di vita delle persone affette da queste patologie rare.
Il ringraziamento dell’Ulss 2
“L’Ulss 2 esprime un sentito ringraziamento al prof. Paolo Simioni, che ci consente di tenere in vita questo importante capitolo di storia castellana, alla professionalità dei nostri medici e alla storica sinergia con le associazioni di donatori e pazienti, che ci permettono di garantire una presa in carico di eccellenza, nel segno della continuità e dell’innovazione.
Un grande grazie va anche al dr. Paolo Radossi per la dedizione, la competenza e l’umanità con cui ha accompagnato per molti anni la vita del Centro, contribuendo a consolidarne il valore scientifico e relazionale e a trasmetterne i principi fondanti alle nuove generazioni di professionisti.”
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