All’Eremo di Alessia Polon sul Montello una serata magica
Una sera d’estate può diventare un’occasione per scoprire dei veri scrigni del nostro territorio, vicini a noi ma ai più sconosciuti. E’ questo il caso dell’Eremo di Alessia Polon sul Montello, una casa di famiglia, che i genitori ( la madre siciliana di Noto ed il padre trevigiano) hanno acquistato trent’anni fa e che ora per Alessia è divenuta un’occasione per una nuova vita.
Prima era assistente alla direzione di un’azienda metalmeccanica. Ora invece ha deciso di trasformare questo luogo degli affetti in un agriturismo, diverso dai soliti però, perché le auto vengono parcheggiate ad una congrua distanza dall’abitazione in un boschetto e perché qui viene solo servita la colazione o delle degustazioni nelle serate tematiche, dei prodotti che si producono nei 22 ettari della proprietà. Il tutto è all’insegna del rispetto della Biodiversità e della Sostenibilità.
Infatti responsabilità e attenzione da sempre guidano la conduzione dell’eremo nella cura di un paesaggio da vivere intensamente e proteggere con amore. Una tenuta varia ed eterogenea dove 10 ettari di boschi di castagni, carpini e acacie si alternano a dolci pendii verdeggianti e alle geometrie dei giardini vitati di Asolo Prosecco DOCG. Qui, la ricchezza della biodiversità della flora e della fauna è riconosciuta dalla rete ecologica dell’Unesco come Riserva della Biosfera.

Ultimo nato il vino Vittoria Asolo, un prosecco prodotto solo in 500 bottiglie, con un’etichetta particolare, una donna vestita di giallo e di rosso, che riunisce i tratti della Repubblica di Venezia e quelli delle donne siciliane. Quindi agli ospiti dell’agriturismo vengono offerti i prodotti della zona, ma anche quelli siciliani: mandorle, limoni, arance dolci, del luogo d’origine della madre.
Ma anche l’ospitalità è particolare perché le stanze hanno dei nomi particolari, legati alla natura: il Gufo e la Volpe, delle camere singole; le doppie, gli Scoiattoli, i Caprioli, le Leprotte; ed infine vi è una mansarda denominata le Rondini.
Non mancano anche le convenzioni con gli operatori del territorio montelliano per offrire servizi non disponibili all’interno; dal ristorante alle visite guidate, dalle escursioni a piedi o in bicicletta a quelle a cavallo. E gli ospiti non sono solo italiani, ma anche stranieri.

Ma la peculiarità per cui questo luogo incantevole si sta facendo conoscere, sono le serate a tema, come quella ad esempio della vigilia di ferragosto, in cui una guida ambientale, una astronoma ed una scrittrice hanno guidato in una passeggiata notturna di due ore nel podere dell’agriturismo un nutrito gruppo di visitatori.
La serata è stata scelta appositamente dopo l’eclisse, perché il cielo, essendo la luna crescente, ma già tramontata, fosse più oscurato possibile per mettere in luce la bellezza delle stelle nella loro lucentezza. Questa è stata l’introduzione della seconda tappa di questo itinerario notturno, quando le voci dell’astronoma Ilaria Viale, dottoranda a Padova e della scrittrice Serena Carnemolla, si sono alternate tra il racconto dei miti legati alle costellazioni e la loro descrizione scientifica con una particolare pila per astronomi: Orsa Maggiore, Orsa Minore, la Stella Polare e la spiegazione di perché sia il riferimento per i naviganti. Ma anche la descrizione di Vega ed Arturo e molte altre.
Mentre Ilaria raccontava i miti legati alle stelle come un racconto, Serena Carnemolla li leggeva in poesia a luce di candela. Quindi in modo molto suggestivo. Classe 1989, laureata in Scienze della Comunicazione e specializzata in Sociologia e Ricerca Sociale, Serena coltiva la passione per lo studio dell’antropologia culturale raccogliendo testimonianze linguistiche, rituali e culturali per conservarne la memoria e divulgarla alle nuove generazioni.


Autrice della raccolta di canti e indovinelli siciliani “Cuntimi ‘n cuntu” custodita presso la Biblioteca Comunale di Noto, nel 2022 pubblica “Sciamanesimo Siciliano e magia popolare” con Armando Siciliano Editore. Nel 2023 pubblica “Fronde Primigenie”, una silloge di racconti brevi con Eta Beta e “Muse – Terre di Eloro”, una silloge di liriche e pittografia in collaborazione con Roberto Caruso.
Ilaria Viale invece racconta così la sua passione per l’astrofisica:”Ho partecipato agli stage PLS Fisica a Genova durante l’ultimo anno del Liceo, scegliendo in particolare di effettuare una attività a tema astrofisico, ambito che, fino da bambina, mi ha sempre affascinato ed incuriosito. Questa esperienza mi ha lasciato molti spunti di riflessione importanti riguardo il mio effettivo interesse per la materia e riguardo ciò che avrei voluto fare nel mio futuro, ma la cosa più utile è stata senza alcun dubbio la possibilità di potermi mantenere in contatto con gli organizzatori, possibilità che ho colto subito con grande entusiasmo fin dalla mia iscrizione al corso di laurea in fisica l’anno successivo. Per quanto inesperta, infatti, sono stata accolta dal gruppo dell’università nelle serate osservative all’osservatorio astronomico situato nel Parco Naturale Regionale dell’Antola. Queste esperienze hanno indiscutibilmente incrementato – e confermato – il mio interesse nei confronti della materia. Durante l’ultimo anno di università ho quindi deciso di dedicarmi ad una tesi di laurea a tema astrofisico e durante il periodo della tesi ho gestito parte dell’organizzazione di uno stage per futuri studenti, cercando di trasmettere loro la mia passione per l’astrofisica, quanto avevo imparato in questi anni e quanto c’è di interessante in questa materia.”


Senz’altro ha contaminato anche i presenti alla serata nella sua passione per le stelle, tanto che le domande e le spiegazioni erano interrotte solo da qualche avvistamento di stelle cadenti.
Ma anche la guida ambientale ha fatto la sua parte. Ci ha raccontato perché i grilli sono i principi delle serate estive e come fanno a produrre quel suono tipico, che serve per l’accoppiamento.
Anche a lei sono state fatte domande inerenti sia alla flora che alla fauna del luogo, visto che il profumo dei fiori del prato accompagnavano gli ospiti lungo il percorso.
Una serata riuscitissima, conclusasi con un brindisi del prosecco di produzione dell’eremo sotto uno splendido pergolato di glicine. Le persone sono rimaste folgorate dalla bellezza del luogo e dall’intensità dell’esperienza vissuta, tanto da voler ritornare e portare altre persone a condividere tanta bellezza.


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