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È Potenza la Città italiana dei Giovani 2024

Città di Potenza vista dall'alto

Finaliste 2024 Potenza, Catania, Jesolo, Pisa e Teramo. Lo scorso anno il Premio era stato conquistato da Napoli.

POTENZA – Dopo Napoli, detentrice del titolo lo scorso anno, è Potenza la Città italiana dei Giovani, che ha primeggiato sulle altre finaliste: Catania, Jesolo, Pisa e Teramo. Il premio è stato ritirato dal Sindaco del Comune di Potenza, Mario Guarente.

“Questo riconoscimento rappresenta un impegno per il futuro, un invito a continuare a lavorare per creare opportunità inclusive e stimolanti per i giovani. Potenza ha dimostrato con il suo progetto di avere una visione chiara su come valorizzare le energie e le idee dei giovani, trasformando la città in un laboratorio vivente di innovazione sociale e culturale. Questo è l’esempio di come le città possano diventare protagoniste del cambiamento, promuovendo l’attivismo civico e l’empowerment giovanile”. A dichiararlo è stata la Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani.

“Voglio ringraziare tutte le città che hanno partecipato – ha aggiunto – mi auguro che possano comunque sfruttare appieno il percorso avviato con questa candidatura, per mostrare come l’engagement giovanile possa effettivamente fare la differenza nella costruzione di comunità più forti, resilienti e inclusive.”


Il Premio e la Giuria

Il Premio “Città italiana dei Giovani” è un’iniziativa di grande rilievo promossa dal Consiglio Nazionale dei Giovani, in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Agenzia Italiana per la Gioventù, che mira a stimolare l’engagement attivo dei giovani nelle politiche locali e nei processi decisionali a livello territoriale, riconoscendo e valorizzando l’impegno delle città italiane in questo ambito.

La Giuria 2024, oltre ai tre enti promotori, era composta da Marco Carrara, giornalista RAI, e conduttore televisivo, dai Professori Luciano Monti, Chiara Saraceno e Raffaele Savonardo.

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