Archiviato il vertice in Alaska tra Putin e il presidente americano Donald Trump, tocca al leader ucraino essere ricevuto negli Stati Uniti
Sono passate poche ore dal summit ad Anchorage e ora tocca a Zelensky incontrare Trump per poter arrivare ad un cessate il fuoco, ma viste le premesse il tutto risulterà alquanto difficile. Ora, andiamo per gradi, raccontando quello che è emerso nell’oramai famoso incontro in Alaska, dove Putin sembra aver dettato determinate condizioni per il congelamento del conflitto. L’intesa finale, sempre secondo il disegno del leader russo sarebbe quella della cessione del Donetsk alla Russia e della susseguente rinuncia di Kiev alla Nato.
Un diktat pericoloso e unilaterale che lunedì Zelensky farà fatica a digerire, amaro e acre. E oltre alle terre Putin è determinato a ripristinare la lingua ufficiale russa, questioni di pura identità, difficilmente assimilabili. In cambio arriverebbe la disponibilità di Mosca ad un congelamento immediato del conflitto e garanzie di sicurezza molto simili alla Nato, pur senza aderire al blocco, ma in seconda istanza. Subito dopo aver incassato le proprie richieste. Zelensky di fronte ad un ennesimo bivio avrebbe confermato la sua presenza da Donald Trump, asserendo di auspicare ad un incontro trilaterale, Ucraina, Stati Uniti e Russia. Passo dopo passo, con lo sfondo che si ammanta di strategie militari e sicurezza, con una posta in palio altissima che si aggira ondivaga oltre Washington e il Cremlino, anche se questo Zelensky lo comprende perfettamente.
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Zero Biscuit di Mauro Lama
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