Alle 8 di ieri sera si è spento all’ospedale Sant’Andrea di La Spezia Abanoub Youssef, che tutti chiamavano Abu, egiziano, per le conseguenze di una coltellata al torace. La disperazione dei medici
La Spezia – Era arrivato all’ospedale in arresto cardiaco ed è stato rianimato per 90 minuti. I medici sono riusciti comunque a far ripartire il battito. Poi l’operazione che è durata ben tre ore. Ma poco dopo il trasferimento in Rianimazione è deceduto.
Ad ucciderlo con una coltella, il compagno della stessa scuola, Atif Zouhair, di un anno più piccolo, marocchino. Non era infatti la prima volta che l’assassino andava a scuola armato di coltello e in tanti sapevano, ma non si è riusciti ad intervenire in tempo.
La vittima
Aveva 19 anni e frequentava l’istituto professionale Einaudi-Chiodo a La Spezia. Abu, raccontano i professori, era un perfetto esempio di buona integrazione. I suoi genitori erano arrivati in Italia dall’Egitto oltre venti anni fa. Il padre fa il capocantiere ed è apprezzato sul lavoro. Abu è nato in Egitto ed era arrivato in Italia a cinque anni. Era l’unico maschio con tre sorelle femmine. Durante la settimana, dopo la scuola, andava a fare il cameriere in un ristorante di La Spezia.
Il fatto
Tutto è avvenuto intorno alle 11, al secondo piano dell’istituto professionale a quell’ora affollato di insegnanti e alunni. Sarebbe cominciato in bagno, durante un cambio di orario. Ci sarebbe stato uno scambio di accuse tra lui e Atif tira fuori il coltello. Abu coglie subito il pericolo e cerca di scappare in direzione della sua classe. Viene raggiunto e colpito proprio davanti alla porta. Un solo fendente, micidiale, sotto il costato che gli lacera il fegato provocando una copiosa emorragia.
Abu cade a terra. È vigile ma continua a perdere sangue. Un’insegnante cerca di tamponare come può la ferita. Per i familiari l’ambulanza impiega mezz’ora prima di arrivare. Le condizioni di Abu sono disperate. Poi alle 20 la morte.
Il possibile movente
Quanto al movente sarebbe stato lo stesso Zouhair a confermarlo mentre veniva arrestato. “Volevo ucciderlo — ha detto —. Lui non doveva permettersi di mettere sui social una sua foto assieme alla mia ragazza”.
Oltre alla passione per i coltelli viene descritto anche come un soggetto un po’ instabile, irascibile e pronto ad attaccare briga per una banalità.
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