A Venezia 82 in concorso, il tramonto della Divina del teatro è diretto da Pietro Marcello
È Valeria Bruni Tedeschi, con tutto il suo fascino da vendere a interpretare il ruolo di Eleonora Duse, leggenda eterna del teatro italiano. Un perfetto affresco che, pur attraversando la grande guerra e l’ascesa del fascismo riesce a regalarci un romanzo visivo che mira oltre, molto in alto, raccontando gli ultimi anni della vita dell’artista, senza rinunciare all’anima di una donna che ricerca strenuamente l’esistenza, anche quando la discesa personale giunge impellente, tra tracolli e malattie. Ma sempre con quell’autorevole dignità delle grandi signore.
Ed ecco che il teatro per la Divina diventa la perfetta alcova dove dirigersi per esistere e cibarsi, oltreché donare, con sullo sfondo la sempiterna presenza del Vate Gabriele D’Annunzio, interpretato da (Fausto Russo Alesi), legame che regalerà come noto grande passione, amore e ardore e ribellione.
Ma quello che emerge dall’opera di Pietro Marcello, anche se siamo nell’alveo delle conferme, è l’assoluta modernità della figura dell’artista che arriva ancora intonsa, con quel tratteggio irriverente e spregiudicato, ma anche silenzioso e potentemente sommesso. Praticando la grande necessità di vivere dentro e attraverso l’arte allontanando ogni fantasma.
Photo credit by La Biennale Venezia
Intravisti per voi di Mauro Lama
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