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Due senatori di Forza Italia hanno votato la fiducia al Governo Conte

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Detti anche costruttori, responsabili, voltagabbana e traditori, due senatori di Forza Italia hanno votato la fiducia al Governo Conte. “Causin e Rossi sono fuori da Forza Italia”, dice Antonio Tajani, visibilmente contrariato, spiegando all’AdnKronos che i senatori azzurri che hanno salvato Conte “sono ormai da considerarsi fuori dal partito”.
 
Andrea Causin, nato a Venezia il 13 settembre 1972, attualmente moglianese, si era iscritto alle ACLI da ragazzo ed è stato presidente nazionale del movimento giovanile Gioventù Aclista dal 1999 al 2001 e dell’associazione provinciale di Venezia tra il 2002 e il 2005. Nel 1994 diviene consigliere comunale a Martellago per il Partito Popolare Italiano di Mino Martinazzoli. Nel 2005 entra a far parte del Consiglio regionale del Veneto per una lista civica, quindi aderisce al Partito Democratico, entrando nel 2008 come Responsabile Enti Locali nella Segreteria nazionale PD dal Segretario Walter Veltroni e Vicesegretario del Pd Veneto. Nelle file del PD confermato in Consiglio nel 2010 come primo degli eletti nella circoscrizione di Venezia. Nel marzo 2011 formalizza l’uscita dal PD, evidenziando il tradimento del progetto riformatore del Lingotto da parte della segreteria Bersani. Dopo aver organizzato in Veneto il movimento Italia Futura, promosso da Luca Cordero di Montezemolo, contribuisce alla formazione della lista Scelta Civica, nella quale è candidato ed eletto alla Camera dei deputati a seguito delle elezioni politiche del 2013. È stato membro del Consiglio direttivo del gruppo parlamentare Scelta Civica per l’Italia alla Camera dei deputati e responsabile organizzazione nazionale di Scelta Civica fino alla fine dell’esperienza di Scelta Civica, seguita alla decisione di Mario Monti di abbandonare la politica attiva. Pur non avendo aderito ad alcun partito, è componente del gruppo di Area Popolare nella convinzione che ci sia bisogno in Italia di un grande partito che faccia riferimento al Partito Popolare Europeo. Il 20 giugno 2017 passa a Forza Italia con cui l’anno dopo si candida al Senato nella Circoscrizione che comprende Venezia, Rovigo, Treviso e Belluno, venendo rieletto. Nel dicembre 2019 è tra i 64 firmatari (di cui 41 di Forza Italia) per il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari: pochi mesi prima i senatori berlusconiani avevano disertato l’aula in occasione della votazione sulla riforma costituzionale. Il 19 gennaio 2021, successivamente al voto favorevole di fiducia al Governo Conte II, viene espulso in modo immediato da Forza Italia.

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