Diretto da Michel Franco racconta di Fernando, un giovane ballerino messicano che sogna gli Stati Uniti d’America attraverso il suo talento
Presentato al pubblico durante la 75° edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino, in lizza per l’Orso d’oro, il film con Jessica Chastain (Jennifer) e Isaac Hernández (Fernando) sembra, pur lontano nelle tematiche, circumnavigare dalle parti di Flashdance, senza una colonna sonora, con una storia d’amore dove l’età diversa e lo status ovviamente non allieteranno per intero la faccenda. Ma e’ solo un frame iniziale, un sussulto e la regia si allontana immediatamente dal cult movie anni 80, virando senza alcuna titubanza intorno alla difficile relazione di Fernando con Jennifer, spigolosa non solo per il gap generazionale ma per la diseguaglianza sociale, aggravata dal fatto che Fernando arriva dal Messico illegalmente. L’avvenente Jennifer, filantropa ed erede di una dinastia che di agi e danari ne potrà avere a sufficienza per le prossime generazioni senza colpo ferire, amoreggia senza scrupoli con Fernando, ma si avverte subito che il crinale è labile e pericoloso, denso di insidie per il promettente ballerino, ricco di quel talento spogliato dalla mancata cittadinanza che cerca un posto al sole a San Francisco. Con le convenzioni che non possono sgretolarsi, anche in nome di una passione, di un amore che diventa impossibile. E alla fine prende una piega che azzera tutto quello che di bello si era visto fin dall’inizio, con una storia utopica e sfrangiata che in fondo poteva essere credibile, a patto di non finire fuori strada. Senza far rimanere nulla in mano, solo rancore e sogni imprendibili.
@Wikipedia
Intravisti per voi di Mauro Lama
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