Il Dragon Boat oltre ad essere un’imbarcazione con la testa e la coda a forma di dragone, è una disciplina sportiva diffusa in tutto il mondo che prevede gare su questo tipo di barche. Queste sono sospinte da 10 o 20 atleti, con pagaie simili a quelle della canoa canadese, al ritmo scandito del tamburino mentre il timoniere a poppa tiene la direzione con un remo lungo circa tre metri.

Venezia – Una nuova imbarcazione, commissionata dalla Darsena di Campalto e Marina Punta Passo, è stata data in uso, tramite l’associazione “Asd Sporting La Barena di Campalto”, alla squadra delle donne in rosa “Pink Fire” LILT e agli atleti della Paracanoa.
Si tratta di un prodotto con le stesse caratteristiche di un classico dragon boat, ma costruito con fibra di lino, resina di origine vegetale per il 60% e legno proveniente dagli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia nel 2018. La volontà di costruire questa speciale imbarcazione rientra infatti in un progetto chiamato “Il Dragone e la Laguna”, che ha come obiettivo principale l’inclusione, portando così una nuova visione della pratica del dragon boat.
La presentazione si è svolta alla presenza della presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, dell’assessore alla Promozione del Territorio, Paola Mar, l’assessore ai Servizi al Cittadino, Laura Besio, i consiglieri comunali Alessio De Rossi e Matteo Senno e alcuni rappresentanti della Municipalità di Favaro Veneto.

“Dietro questa barca ci sono tantissimi valori positivi” ha detto la presidente Damiano. “Tanta umanità, passione, dedizione, rispetto per l’ambiente, inclusione, aggregazione e la voglia di far stare insieme delle persone che hanno avuto delle difficoltà nella vita, ma che per noi sono un grande esempio. Un grande ringraziamento all’associazione Sporting La Barena per l’impegno e l’amore che mette nelle sue iniziative. Questo Dragon boat è per noi questione di vanto. Ci auguriamo che questa idea venga presa come esempio anche da altre realtà”.
Il dragon boat ecosostenibile è dotato di sedute speciali, all’occorrenza rimovibili, pensate per persone con disabilità. Si tratta inoltre di un’imbarcazione che, nella fase di costruzione, è stata resa più stabile dei normali dragon boat: è infatti capace di affrontare le onde in modo più gentile e quindi sicuro. La darsena di Campalto è infine dotata di un sollevatore che serve per mettere a bordo delle imbarcazioni persone con disabilità o chi può averne bisogno.
La prima volta di questo sport in Italia fu nel 1988 e la prima regata con questa imbarcazione orientale fu disputata sul lago romano dell’Eur, attuale sede della Federazione Italiana Dragon Boat, costituita il 10 maggio del 1997.
Le prime squadre di Dragon Boat “in rosa”, di pazienti ed ex pazienti operate per un tumore al seno, si sono formate a partire dagli anni Novanta: le prime in Canada, poi in Australia, negli Stati Uniti, Nuova Zelanda, Singapore, Sudafrica, Cina, Malaysia, Polonia, Inghilterra. Nel 2004 è nata a Roma Pink Butterfly, la prima squadra italiana, e nel 2006 la seconda Florence Dragon Lady.
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