Comune e Comitato dei residenti di via Cavalleggeri uniti nella battaglia
Mogliano Veneto (TV). Con una conferenza stampa tenutasi questa mattina presso la Sala Consiliare del Comune di Mogliano Veneto, il Sindaco Davide Bortolato ha annunciato il deposito di due ricorsi contro il PAUR (Provvedimento Autorizzativo Unico Regionale), che autorizzerebbe la costruzione del maxi-impianto fotovoltaico di via Cavalleggeri. L’iniziativa segna una svolta cruciale nella resistenza al progetto, promosso dalla Sicet s.r.l., che minaccia di trasformare radicalmente il paesaggio e la vivibilità della zona.
«La battaglia contro l’impianto di via Cavalleggeri prosegue nelle aule del tribunale», ha dichiarato il Sindaco. «Abbiamo chiesto ai nostri legali la massima collaborazione per garantire la solidità dei ricorsi. La nostra speranza è di riuscire a fermare questo scempio sul nostro territorio e arginare l’arroganza dei proponenti».
Il Comune di Mogliano Veneto, rappresentato dall’avvocato Alessandro Calegari, ha depositato un ricorso presso il TAR del Veneto contro il provvedimento autorizzativo, mentre il Comitato dei residenti di via Cavalleggeri, presieduto da Andrea Pellizzon e assistito dall’avvocato Andrea Michielan, ha presentato un ulteriore ricorso al TAR, evidenziando specifiche criticità del progetto. Entrambi i ricorsi richiedono una sospensiva, considerata l’urgenza della questione, che si trascina ormai da tre anni tra riprese e sospensioni dei lavori, nonostante le criticità tecniche segnalate sia dall’Amministrazione Comunale sia dal Comitato.
Andrea Pellizzon, Presidente del Comitato, ha espresso il disagio e la preoccupazione dei residenti: «Questo progetto è piombato su di noi come un macigno. Crediamo tutti nell’energia alternativa, ma è inaccettabile che un impianto industriale sorga a pochi metri dalle nostre case e dal centro cittadino».
Le motivazioni del ricorso
Il Comune e il Comitato dei cittadini hanno contestato vari aspetti della procedura autorizzativa e del progetto. Tra i motivi alla base dei ricorsi:
- Violazione della normativa urbanistica: Secondo i legali, il quadro legislativo nazionale, sebbene molto favorevole alle energie rinnovabili, offre strumenti che consentono alle Regioni di derogare alla pianificazione urbanistica locale solo se accompagnati da specifici requisiti. In questo caso, la Regione avrebbe autorizzato la deroga senza considerare appieno le normative nazionali, rendendo il PAUR incompleto.
- Valutazioni di impatto ambientale insufficienti: La Regione ha approvato il progetto nonostante diverse modifiche siano state apportate solo successivamente. In particolare, inizialmente il progetto prevedeva due accessi abusivi, poi sostituiti con una nuova pratica edilizia. Tali modifiche, ritenute “non sostanziali” dalla Regione, secondo i ricorrenti avrebbero richiesto un’ulteriore fase di valutazione ambientale.
- Parere della Soprintendenza ignorato: La Regione ha respinto il parere negativo della Soprintendenza, giustificandolo con un cambio di normativa durante il processo di approvazione. I legali ritengono tuttavia che questo parere andrebbe tenuto in debita considerazione.
- Danno ambientale e deprezzamento immobiliare: Il terreno, dopo i 25 anni di vita stimati dell’impianto, potrebbe non essere più adatto per usi produttivi. Si aggiunge, inoltre, una svalutazione significativa degli immobili nell’area, stimata intorno a 2,6 milioni di euro.
Dichiarazioni dei legali
L’avvocato Calegari ha evidenziato le carenze procedurali: «Non si sarebbe dovuto autorizzare alla deroga un progetto inizialmente incompleto. Le modifiche successive avrebbero dovuto comportare una nuova valutazione di impatto ambientale, ma questo passaggio è stato omesso».
L’avvocato Michielan ha sottolineato: «A nostro avviso, l’iter è stato accelerato senza un’adeguata revisione rispetto ai nuovi aggiornamenti legislativi. Già nella fase di raccolta documentale sono emerse gravi lacune nel progetto».
In conclusione, il Sindaco Bortolato ha ribadito l’impegno dell’Amministrazione: «Continueremo a seguire con attenzione l’iter giudiziario e a sostenere le ragioni della nostra comunità. Invitiamo i cittadini a restare informati e a partecipare attivamente a questa battaglia per proteggere il nostro paesaggio».
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