É successo ad una sagra: dopo un’attesa di quasi due ore, gli spaghetti ai frutti di mare ..spezzano il cuore!
Per pietas non sveleremo il luogo, l’ora e il giorno del misfatto ovvero servire un piatto di spaghetti ai frutti di mare, spezzati in tre!
Dopo un’estenuante attesa di circa due ore dal momento dell’ordinazione all’arrivo della pietanza richiesta, una coppia è riuscita ad avere il tanto agognato pranzo intorno alle 14,30. Vista l’ora i due si sono tuffati sul primo piatto con molta avidità. Purtroppo hanno dovuto constatare che, seppur al punto giusto di cottura, gli spaghetti erano stati ben bene spezzati.
Perché non si devono spezzare gli spaghetti
Il saggio dice: “La pasta esiste in tante forme e dimensioni. Dunque, non devi modificarla, ne esiste un’altra”. A parte la saggezza dei filosofi, a noi basta la consapevolezza che gli spaghetti, per essere raccolti e mangiati, vanno arrotolati intorno alla forchetta. Se gli spezzi, non riesci più ad arrotolarli, dovresti avere un cucchiaio. E allora diventa una minestra!
Mangiare è una vera e propria forma di piacere, un’esperienza sensoriale. Certi cibi e ingredienti perché fanno parte di questo piacere e mangiare spaghetti spezzati è irritante perché non riesci a raggiungere quel “boccone” di piacere che soddisfa il corpo e la mente.
E la lunga attesa….
Anche aspettare un tempo esagerato per mangiare quello che si è ordinato, non può essere giustificato. Gli organizzatori di sagre ed eventi, spesso sostenuti da gruppi di volontari molto disponibili e veloci, devono sapere che la cucina è il punto di forza di una manifestazione e non può essere affidato a persone “di buona volontà” ma di scarsa esperienza.
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