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Dopo decenni di chiusura, Ispra riapre al pubblico le collezioni geologiche e storiche

2 minuti di lettura

Un patrimonio scientifico, storico e umano, costituito da circa 150.000 reperti fossili animali e vegetali, campioni di rocce e minerali, rilievi geologici, strumentazioni scientifiche, busti, ritratti, cimeli che costituiscono le Collezioni Paleontologiche, Lito-Mineralogiche e Storiche del Servizio Geologico d’Italia. In sintesi, la base documentale della geologia del territorio italiano.

Sono le collezioni geologiche e Storiche dell’Ispra, per la prima volta aperte al pubblico dopo decenni di chiusura presso il Museo delle Civiltà grazie alla Mostra Animali, Vegetali, Rocce e Minerali: le collezioni Ispra > Verso un Museo Multispecie.

È il primo capitolo verso per la progressiva musealizzazione delle collezioni presso il Museo delle Civiltà.

Le collezioni paleontologiche sono composte da circa 100mila reperti fossili animali e vegetali, indispensabili per la ricostruzione della stratigrafia e dell’età delle formazioni geologiche, che rappresentano il proliferare della vita nei mari e sulla terraferma in un arco di tempo che va dal Paleozoico, circa 570 milioni di anni fa, ai nostri giorni.

Tra questi reperti di animali invertebrati e vertebrati, ordinati sistematicamente, troviamo rari esemplari appartenenti a diversi gruppi, come cefalopodi, bivalvi, artropodi, pesci e rettili.

Di grande importanza scientifica i Fossili Tipo, che sono riferimento mondiale per l’attribuzione della specie.

Inoltre, circa 3.000 reperti appartenenti prevalentemente a mammiferi cenozoici di grande taglia dal Lazio, Toscana e Sicilia, contribuiscono alla ricostruzione degli ambienti continentali del periodo Quaternario.

Le collezioni vegetali comprendono circa 600 esemplari provenienti da diverse località italiane, fra cui la flora del Carbonifero della Toscana e della Sardegna e del Quaternario della campagna romana e la flora dei giacimenti paleozoici e triassici della Germania e Polonia, corredati dei cartellini storici originari.

Le collezioni lito-mineralogiche comprendono circa 55.000 reperti di rocce e minerali, acquisiti a partire dalla fine del XIX secolo per documentare la variabilità litologica italiana, ma anche l’entità delle risorse utili per lo sviluppo industriale.

Circa 46.000 reperti di rocce e minerali provengono dalle attività di rilevamento geologico effettuate sul territorio italiano dal 1873 agli anni Settanta del XX secolo per la realizzazione della Carta Geologica d’Italia alla scala 1:100.000, di cui costituiscono l’indispensabile base documentaria.

Di grande rilevanza le Collezioni dei Marmi antichi e moderni delle Collezioni Pescetto e De Santis.

Le collezioni storiche, infine, sono costituite da plastici geologici storici, cimeli, bronzi, da strumentazione e una galleria di busti e ritratti di studiosi e personaggi illustri che hanno avuto ruoli importanti nella creazione e nella crescita delle Collezioni e del Regio Ufficio.

Di particolare rilevanza la Collezione di 17 plastici geologici, ricostruzioni tridimensionali di molte aree della penisola, di varia dimensione e scala metrica, realizzati con tecniche e materiali diversi (gesso, bronzo e rame)
a partire dal 1876 fino alla I Guerra Mondiale.

L’ISPRA ha acquisito nel 2008 le Collezioni Paleontologiche, Litomineralogiche e Storiche del Servizio Geologico d’Italia, e ha sempre lavorato e proseguito nell’azione di conservazione e valorizzazione dei diversi materiali attraverso un’ampia azione di recupero, catalogazione, digitalizzazione, divulgazione e valorizzazione, con l’obiettivo di rendere di nuovo fruibili al pubblico queste prestigiose collezioni.

Il reperto, non più solo oggetto di esposizione fisica, diviene il perno attorno a cui ruotano le conoscenze sul territorio da cui proviene, sull’ambiente in cui si è formato, sull’uso e sul significato che ha assunto nel corso del tempo.

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