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Donazzan: “Eliminare la storia dai temi di maturità è recidere le radici”

“Bene fa il presidente della sesta commissione consiliare ad aver sollevato questa incongruenza: abolire la prova di storia dall’esame di maturità e ridurre lo studio della storia a scuola a materia secondaria significa recidere le

“Bene fa il presidente della sesta commissione consiliare ad aver sollevato questa incongruenza: abolire la prova di storia dall’esame di maturità e ridurre lo studio della storia a scuola a materia secondaria significa recidere le radici di una nazione e di un territorio, svilire le persone stesse nella loro capacità critica. Cancellare la prova scritta di storia appare peraltro incoerente con la scelta del ministero di condividere con la Regione Veneto un ulteriore approfondimento della storia locale, nelle scuole di ogni ordine e grado, così come sancito dal recente protocollo siglato tra il presidente Zaia e il ministro Bussetti”.

 

L’assessore regionale all’Istruzione e Formazione Elena Donazzan condivide lo sconcerto e la preoccupazione espressi da Alberto Villanova, consigliere regionale e presidente della commissione Scuola e cultura del Consiglio veneto, in merito alla decisione della commissione ministeriale di eliminare la traccia storica nella prima prova scritta dell’esame di Stato.

 

“Più storia e più conoscenza e rispetto della storia equivale a dare più forza alla cultura e all’identità – ribadisce l’assessore –  anche nei confronti di coloro che, attraverso l’integrazione a scuola e lo studio della storia, possono conoscere il passato, la nazione e il territorio di chi li accoglie e riconoscersi quindi in una identità nuova”.

 

Trovo gravissimo – conclude Donazzan – che si derubrichi la storia proprio nei giorni in cui si dovrebbe celebrare, con il massimo della consapevolezza istituzionale, la fine della Grande Guerra, l’affermazione dell’unità d’Italia e la conclusione di un centenario che ha visto la storia protagonista nelle scuole. Che il ministero torni indietro, per carità di patria e per rispetto della cultura!”.

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