Donald Trump e Volodymyr Zelenskyj si sono incontrati ieri a Roma, nella Basilica di San Pietro, alla vigilia dei funerali di Papa Francesco. È stato il loro primo colloquio diretto dopo l’incontro teso di febbraio alla Casa Bianca.
CITTA’ DEL VATICANO. Secondo una nota ufficiale della Casa Bianca, il dialogo è stato definito “molto produttivo”. Zelenskyj, in un post su X, ha descritto l’incontro come “simbolico” e ha affermato che potrebbe “diventare storico” se porterà a “risultati concreti”.
L’incontro si è svolto nel contesto degli sforzi diplomatici americani per favorire un cessate il fuoco tra Russia e Ucraina, a oltre tre anni dall’inizio della guerra.
Dopo il colloquio, Trump si è mostrato preoccupato dell’atteggiamento del Presidente russo Vladimir Putin. In un post su Truth Social ha scritto: “Mi fa pensare che forse non vuole fermare la guerra, ma che mi stia solo facendo perdere tempo.”, aggiungendo che si stanno valutando ulteriori misure, come “banche” o “sanzioni secondarie”.
Il Presidente ha confermato che il suo inviato, Steve Witkoff, ha incontrato Putin a Mosca per tre ore, discutendo una proposta di pace americana. Trump ha affermato che “la maggior parte dei punti principali sono stati concordati” e ha invitato Kyiv e Mosca a un incontro per firmare un cessate il fuoco.
Persistono tuttavia forti divergenze: bozze dei piani di pace, rese note da Reuters, indicano che la proposta americana consentirebbe alla Russia di mantenere i territori occupati, compresa la Crimea, una condizione inaccettabile per Kyiv e per diversi Paesi europei.
Zelenskyj ha ribadito ieri che “tutti i territori temporaneamente occupati appartengono all’Ucraina”, come stabilito dalla costituzione ucraina.
Intanto, i combattimenti proseguono. Mosca ha dichiarato di aver respinto le forze ucraine dalla regione russa di Kursk, affermazione contestata da Kyiv. Sempre venerdì, un generale russo è stato ucciso nei pressi di Mosca da un’autobomba.
Il giorno precedente, la Russia aveva condotto un massiccio attacco missilistico contro l’Ucraina, il più grave degli ultimi mesi. Trump ha reagito sui social, scrivendo: “Non sono soddisfatto degli attacchi russi su Kyiv. Non necessari e pessimo tempismo. Vladimir, basta! Stanno morendo 5.000 soldati a settimana. Firmiamo l’accordo di pace!”.
La Casa Bianca ha avvertito che i colloqui di pace restano “molto fragili” e che, senza progressi concreti, gli Stati Uniti potrebbero sospendere il loro ruolo di mediazione.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
