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Pillole di storia, arte e umanitàSlide-main

Don Giorgio Morlin

2 minuti di lettura

Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

Un altro personaggio del tutto singolare che ha lasciato una traccia della sua forte personalità a Mogliano, seppure non fosse moglianese, è Don Giorgio Morlin, emerito Parroco della Chiesa Cuore Immacolato di Maria nel quartiere Mazzocco, al quale voglio dedicare una particolarissima nicchia di riguardo ed una pagina multicolore di questo Album della Mogliano che conta. La merita tutta senza ombra di dubbio. Egli è un personaggio che è stato per Mogliano e per la Chiesa Cattolica un vero simbolo di sacerdote di frontiera.

 

Don Giorgio Morlin
(1937 – 2015)

Qualche decennio fa denominare qualcuno comunista poteva essere considerata un’ingiuria, una espressione di quasi disprezzo. Ma nel caso di don Giorgio Morlin, senza ombra di dubbio era un generoso e grande complimento che anche lui gradiva e talvolta ironizzandosi si autodefiniva proprio ‘il prete comunista’, prete rosso, don Peppone.  Era sicuramente un campione dell’integrazione e della solidarietà. La porta della sua Canonica era sempre aperta per tutti e soprattutto per emigranti, poveri, anziani e persone sole.

 

La sua intera giornata pastorale era indirizzata alle persone che soffrivano perché cagionevoli di salute, o ricoverati in ospedale che lui andava a trovare spesso, o costretti a vivere su una sedia a rotelle o in un letto di dolore per diverso tempo. Tutti i giorni a turno andava a trovare i suoi parrocchiani ammalati e regalava loro parole di conforto per sollevare almeno momentaneamente il loro animo fiaccato dalla sofferenza.

 

La sua attenzione era rivolta anche a chi versava in condizioni economiche precarie, a chi aveva perso il lavoro e non aveva altre fonti per sfamare la propria famiglia ed i propri figli, ai tanti giovani, anche diplomati e bravi ragazzi, che, a causa della lunga crisi economica che ha attraversato il nostro Paese negli ultimi decenni, non riuscivano a trovare un impiego che permettesse loro di vivere dignitosamente. Con tutte queste persone condivideva i suoi personali proventi per aiutarli a sopravvivere.

 

La sua vita era caratterizzata da autentica carità cristiana. In una parola era un Sacerdote autentico che aveva votato la sua vita interamente per la parte della popolazione meno ambiente e maggiormente bisognosa di assistenza ed aiuto. Non andava mai in giro con la veste talare vestito simbolo dei Preti, ma in camicia e jeans ed in testa una insostituibile classica coppola stile siciliano.

 

Un verro Prete di frontiera. Fu a lungo parroco della Parrocchia dedicata al Cuore Immacolati di Maria nel quartiere Mazzocco di Mogliano Veneto, dove realizzò la “leva civile”, il “gruppo Caritas” ed il Centro Comunitario dell’area SIF.

 

Un Prete veramente straordinario, il quale in più di una circostanza si è assunto la responsabilità di battaglie di umanità e civiltà sociale, valori molto spesso trascurati o dimenticati. E provava un senso di enorme disagio e di indignazione di fronte alle ingiustizie delle quali erano vittime “gli ultimi”.

 

È morto serenamente e con la coscienza a posto, sicura di aver fatto in vita sempre e dovunque il proprio dovere di uomo, di cristiano e di Sacerdote, “sotto la pergola della sua modesta residenza di Caerano S. Marco, suo paese di origine, mentre aspettava che fiorisse il glicine”.

 

Don Giorgio, ci auguriamo che la tua opera ed il tuo esempio non vengano vanificate o dimenticate! Continua a vegliare su Mogliano da “lassù” dove certamente tu riposi in pace!

 

 

Photo Credit: La Tribuna

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