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Domenica delle Palme

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Quel giorno, a Gerusalemme, fu davvero una grande festa, un trionfo, per Gesù. Ma la festa di quel mattino di gioia a Gerusalemme diventa piena e vera a Pasqua.

Facciamo festa a Gesù perché facciamo Pasqua, perché partecipiamo alla sua Pasqua che diventa, così, la nostra Pasqua sempre nella vita di ogni giorno. È questo un mirabile programma di vita: la vita come una festa continua a Gesù e con Gesù!

Io vivo ogni giorno come se domani fosse sempre festa. Vivere oggi come se domani fosse sempre festa! Vivere ogni oggi come se ogni domani fosse sempre festa! La vigilia, colma di speranza, della festa che non avrà mai tramonto!

La festa e il trionfo di Gerusalemme, che raggiunge il suo apice a Pasqua, attende la sua rivelazione universale nella pienezza dei nuovi cieli e della nuova terra.

Io sogno cristiani e comunità cristiane che tengano sempre desto il senso della festa, del canto, della danza, del gusto, del sorriso per manifestare e testimoniare a tutti la gioia che ti afferra nel profondo dell’anima. Abbiamo tutti bisogno di una Chiesa casa e scuola della gioia e della festa, dove ci si scambia il sorriso buono e sereno.

Abbiamo bisogno tutti di questa famiglia bella, festosa e accogliente, che offra veramente speranza e consolazione, per vivere e testimoniare insieme la gioia e la festa. Come quel giorno a Gerusalemme!

E poi, prendiamo il tempo necessario per vivere intensamente la Settimana santa e la Santa Pasqua. Una cosa è tanto più importante per noi quanto più vi dedichiamo tempo. Dedichiamo tempo, dunque.

Un tempo per ascoltare la parola di Gesù, nel silenzio e nella preghiera, come Maria di Betania, accoccolata ai piedi del Signore, perché ha scelto la parte migliore che non le sarà tolta mai.

Un tempo per lasciare che Gesù, servo per amore, ci lavi i piedi, e anche le mani e il capo, come a Pietro, per imparare che un servo non è più grande del suo padrone e che, se Lui, Signore e Maestro, ha lavato i piedi a noi, anche noi dobbiamo lavarci i piedi gli uni gli altri. Servo per amore, Gesù! Servi per amore, noi, amici suoi!

Un tempo per giacere nel seno di Gesù, come Giovanni, e sentirci chiamare “amico”, per custodire nel cuore la consegna suprema del Signore: “Come io ho amato voi, così anche voi amatevi gli uni gli altri” (Gv 13,34).

Un tempo per stare con Maria, la Madre, e per accompagnare anche lei in quest’ora in cui “una spada le trafigge l’anima” (cfr. Lc 2,35), e per sentire le parole di amore di Gesù: “Donna, ecco tuo figlio”, proprio rivolte a noi: “Ecco tua Madre!” (Gv 19,26-27), e, come Giovanni, accoglierla nella nostra casa.

Consumiamo, dunque, un tempo che ci lasci un segno, così, adagio adagio, giorno dopo giorno, fino all’alba radiosa della Risurrezione.

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