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Disagio giovanile e social media: vietare non basta, serve educazione condivisa

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Il Forum delle Associazioni Familiari della Provincia di Treviso lancia un appello: di fronte al crescente disagio giovanile e all’uso distorto dei social media, vietare non basta. È indispensabile promuovere un’educazione condivisa, attraverso la diffusione dei patti di comunità per il benessere digitale

TREVISO. Le cronache recenti hanno riacceso il dibattito sul legame tra criminalità minorile e l’uso problematico delle nuove tecnologie. Cresce, inoltre, la consapevolezza dei rischi legati all’accesso precoce ai device e alla connessione permanente per la crescita emotiva e cognitiva di bambini e ragazzi. Di fronte a questo scenario, alcune proposte di legge mirano a limitare l’accesso ai social media per i minori.

Il Forum delle Associazioni Familiari di Treviso, presieduto da Stefano Di Michele, ritiene che la questione sia complessa e richieda soluzioni articolate. “In certi casi è forte il rischio di spostare l’attenzione solo sugli episodi, anche se ripetuti nel tempo, piuttosto che analizzare le cause del crescente disagio giovanile“, si legge nel comunicato stampa.

Il tema della protezione dei minori dai rischi del digitale è stato al centro del dibattito pubblico tra il 2024 e il 2025, grazie alla petizione promossa da Alberto Pellai e Daniele Novara, che ha raccolto oltre 100 mila firme, e alle circolari del Ministero dell’Istruzione che hanno vietato l’uso dello smartphone a scuola. A fine novembre 2025, la Società Italiana di Pediatria (SIP) ha aggiornato le indicazioni sull’uso dello smartphone in età evolutiva, evidenziando l’impatto degli schermi sulla crescita emotiva e cognitiva, con conseguenze come ritardo nel linguaggio, perdita di sonno e concentrazione, problemi alla vista, sedentarietà, ansia, aggressività, cyberbullismo e disturbi alimentari.

Il Forum pone una domanda scomoda: “Dove eravamo negli ultimi 15 anni, mentre i nostri figli e studenti venivano travolti dallo sviluppo tecnologico senza avere gli strumenti per gestire il loro rapporto con un mondo, quello dei social, che abbiamo scoperto non essere neutro anzi pensato per tenere l’utente sempre connesso perché questo comporta ricavi ingenti per le bigtech?“.

La risposta a questa domanda, secondo il Forum, dovrebbe essere il punto di partenza. Il disagio della generazione Z nasce da un vuoto, da una mancanza. La comunità educante ha il dovere di sostenere la crescita dei giovani, promuovendo una cultura del “noi” che mette al centro la persona in relazione con gli altri, contrastando l’individualismo e la manipolazione.

“Quando il compito educativo è messo alla prova da sfide epocali, come quella del digitale, l’unico modo che abbiamo come educatori è quello di esserci, ponendoci in ascolto e dialogo con i nostri figli e studenti per aiutarli a costruire insieme il loro futuro: un futuro del quale dobbiamo prenderci cura come comunità!“, conclude il comunicato.

Il Forum Provinciale Famiglie di Treviso promuove il valore della rete, intesa come condivisione di buone pratiche e risorse tra le agenzie educative. Tra i progetti più importanti, spiccano i “patti di comunità per il benessere digitale”, nati dall’iniziativa dei genitori e volti a coinvolgere istituzioni, scuole, associazioni e parrocchie nella gestione del rapporto genitori-figli con il digitale.

Ente capofila del progetto è il Centro di Benessere Digitale dell’Università Bicocca di Milano, affiancato dalla Fondazione Patti Digitali ETS. Il Forum Provinciale ha patrocinato il progetto del Patto Digitale di Mogliano Veneto, un’iniziativa che ha messo in rete diversi attori del territorio per promuovere l’educazione di comunità.

Grazie al patrocinio della Provincia di Treviso e della Conferenza dei Sindaci dell’ULSS 2 Marca Trevigiana, le buone prassi del progetto di Mogliano Veneto sono state promosse anche in altri territori, affiancando le amministrazioni locali nell’avvio di patti digitali di comunità. L’iniziativa si basa su tre principi fondamentali: consapevolezza degli adulti, gradualità dell’uso dei device digitali e accesso ai social media in base all’età, regole condivise tra adulti e giovani.

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