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Difendiamo l’acqua potabile! No progetto scavo in cava Morganella. Promossa una petizione

2 minuti di lettura

Petizione promossa da- Paeseambiente, Italia Nostra – Sezione Treviso, Salviamo il Paesaggio,
Legambiente Piavenire, WWF Terre del Piave TV-BL, IAMS Impegno e azione per un Mondo
Sostenibile. XR – Extinction Rebellion Treviso e da numerosi Cittadini
Difendiamo l’acqua potabile!
No al progetto di scavo di ghiaia
sottofalda e immediata individuazione dei materiali
nel fondo di cava Morganella!
La cava Morganella, sita nei Comuni di Ponzano Veneto e Paese, è in funzione da
prima del 1975 per l’estrazione della ghiaia, la sua profondità di scavo ha
raggiunto da oltre 30 anni la falda acquifera, permettendo all’acqua di affiorare
e creare un lago dalle dimensioni di circa 500.000 metri quadrati.
La Regione del Veneto il 31 dicembre 2020 ha autorizzato il progetto che prevede
l’ulteriore approfondimento per l’escavazione di ghiaia e sabbia sottofalda della
cava Morganella, dagli attuali 40 a ben 60 metri di profondità, per un totale di
4.150.000 metri cubi in 15 anni.
L’Alto Trevigiano Servizi – ATS, che gestisce il Servizio Idrico Integrato servendo
più di 500.000 persone si è dichiarato contrario all’approfondimento dello scavo
in falda perché ciò potrebbe mettere a rischio inquinamento l’acqua dei pozzi a
valle. La falda sotterranea scorre in direzione del comune di Treviso. Inoltre, a
confine, vi è la presenza di due discariche che potrebbero inquinare la falda
affiorante.
Il progetto risulta violare palesemente l’articolo 44 della L.R.44/1982, che vieta
l’approfondimento dello scavo oltre i 43 metri sotto il piano campagna, come
rilevato in diversi atti dagli uffici della stessa Regione Veneto.
Il Consiglio regionale il 13 febbraio 2016 ha approvato all’unanimità un ordine
del giorno che impegnava la Regione ad effettuare una ricognizione dei materiali
depositati sul fondo della “Cava Morganella” per determinarne la natura e
l’eventuale pericolosità, al fine della messa in sicurezza della cava medesima. Ad
oggi non è stato dato seguito alla disposizione e non si conosce ancora la natura
dei materiali presenti sul fondo della cava individuati dalla provincia di Treviso
durante un controllo sulla profondità di escavazione.
L’acqua non è un prodotto commerciale, bensì un bene comune e una risorsa
limitata, che deve essere protetta e utilizzata in maniera sostenibile.
I sottoscritti cittadini chiedono lo STOP DEFINITIVO DEGLI SCAVI
SOTTOFALDA e la RICOGNIZIONE DEI MATERIALI SUL FONDO CAVA
In particolare chiedono:
AL PRESIDENTE DELLA REGIONE VENETO di revocare il decreto
autorizzativo del progetto del direttore dell’area Tutela e Sviluppo del Territorio
della Regione del Veneto, n.68 del 31/12/2020 e di verificare i materiali
presenti sul fondo della cava.
AI SINDACI DI PONZANO VENETO, PAESE E TREVISO, ALL’ATS E AL
MINISTRO DELL’AMBIENTE e la Transizione Ecologica: 1) di impugnare al
TAR il decreto del direttore dell’area Tutela e Sviluppo del Territorio della
Regione del Veneto, n.68 del 31/12/2020, 2) di chiedere alla Regione Veneto la
revoca del decreto, 3) di chiedere alla Regione Veneto la verifica dei materiali
presenti sul fondo della cava.

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