Si è conclusa a Roma, presso il Pio Sodalizio dei Piceni, la terza edizione del Festival dell’“Umano Tutto Intero”, l’intensa due giorni di incontri promossa dal network “Ditelo sui tetti”, presieduto da Domenico Menorello
ROMA. Al centro dei panel, l’esigenza di rimettere al centro della discussione pubblica la persona, la natalità e la famiglia, andando oltre le ideologie e affrontando le sfide poste dalla modernità e dall’innovazione tecnologica.
Tra i momenti più significativi dell’evento emerge l’intervento del Segretario di Stato vaticano, il Cardinale Pietro Parolin, che ha preso parte a un dibattito incentrato sull’impatto dell’intelligenza artificiale, confrontandosi con il sottosegretario Alfredo Mantovano.
Il Cardinale ha lanciato un chiaro monito sui rischi delle moderne tecnologie, sottolineando come queste rischino di alterare profondamente la percezione dell’antropologia umana. Le nuove tecnologie, ha avvertito Parolin, «rendono più opaca la linea di demarcazione tra ciò che è umano e ciò che è inumano, con il rischio elevato di alienare la persona». In un contesto così sfidante, il Segretario di Stato ha indicato l’esempio di San Francesco d’Assisi come un faro fondamentale per i nostri giorni, poiché il Santo «ha realizzato il miracolo dell’amicizia con l’esistenza e il reale».
Sul medesimo tema, il sottosegretario Mantovano ha espresso forte preoccupazione per «la pretesa della tecnica di farsi criterio, di arrivare fino all’eugenetica, definendo che cosa è scarto».
Il saluto e l’incoraggiamento di Papa Leone XIV
I lavori del Festival — intitolato quest’anno “Dalla parte delle creature: ben venga, mia sorella vita!” — sono stati accompagnati dal caloroso pensiero e dal vivo apprezzamento di Papa Leone XIV. Attraverso una lettera ufficiale siglata dallo stesso Cardinale Parolin a nome della Segreteria di Stato, il Pontefice ha espresso gratitudine per un’iniziativa volta ad approfondire il valore della vita umana nel nostro tempo.
Il Santo Padre ha auspicato che la manifestazione, illuminata dall’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, «contribuisca ad una più matura consapevolezza della responsabilità che attende ogni cristiano nel promuovere e difendere la vita in ogni sua fase e condizione, con speciale attenzione alle situazioni di fragilità». Richiamando l’eredità spirituale di Francesco di Assisi, il Papa ha incoraggiato i partecipanti a proseguire nell’impegno per «l’edificazione di una società fondata sul rispetto della vita e della dignità umana».
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