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Dichiarazione della Senatrice Orietta Vanin, M5S sul tema dei Bambini e Covid-19

2 minuti di lettura

Vorrei invitare ad una riflessione sul tema “bambini”.

In questi giorni il dibattito è acceso e tutti si stanno accanendo su presunte mancanze del governo e del Miur.

 

Vorrei precisare invece che, per la prima volta, lo Stato ha considerato i bambini “cittadini” e messo in atto tutte le misure che ne tutelano la salute.

Spiace inoltre verificare come si racconti e millantino le competenze.

 

 

Su prima infanzia e infanzia, sono competenti il Ministero per le Politiche Sociali per le linee di indirizzo, e poi, direttamente le Regioni. Alle quali e dalle quali poi sono declinati per competenza ai Comuni l’erogazione dei servizi, cioè per i bimbi da 3 a 36 mesi i nidi, o successivi servizi per la scuola d’infanzia che arriva all’età dell’obbligo scolastico.

Quindi non è competenza MIUR.

 

Sono preoccupanti le dichiarazioni di presunti guru ed esperti che in questo momento “urlano” e fomentano i genitori e le famiglie a rivendicare l’apertura di servizi così delicati come quelli per i bambini, senza avere contezza dei rischi e delle problematiche relative.

Non ho sentito nessuno, ripeto NESSUNO, chiedere invece una particolare attenzione e misure di verifica sui bambini che sono stati e vivono in famiglie dove vi sono contagiati da Covid19.

Perché se finora i dati dimostrano che i più piccoli non hanno avuto grossi problemi, è altrettanto vero che, non sappiamo il decorso del virus in bambini asintomatici.

 

 

Inoltre, se a gran voce tutti richiedono l’apertura dei servizi sull’Infanzia, nessuno sembra voglia rendersi conto delle difficoltà di mantenere le distanze, l’uso delle mascherine, le più semplici norme igienico sanitarie tra i piccini.

Perché i bambini si abbracciano e baciano, si toccano e giocano tra loro senza pregiudizi e limiti ed è giusto sia così.

Ma la considerazione seguente ed inevitabile è che garantire che i bimbi non diventino portatori del virus è impossibile.

Mi chiedo quindi, se poi dovesse accadere un contagio, le famiglie saranno le prime a denunciare le maestre, le educatrici, i responsabili della struttura che accoglie i bimbi per ore ed ore ogni giorno?

 

 

Invito quindi a riflettere e a considerare con rigore il perché delle scelte fatte finora dal governo e a non lasciarsi prendere da impeti altri.

Certo, le misure a sostegno della genitorialità sono state limitate, ma ciò non significa che ci si sia dimenticati dei più piccoli, perché ricordiamoci che la proposta del M5S di rendere obbligatoria la scuola d’infanzia è stata rifiutata dai partiti che oggi, ipocritamente, invocano attenzione all’infanzia, e che finora si è preferito privatizzare nei comuni i servizi pubblici all’infanzia.

Orietta Vanin

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