Dal nudo di Cortina ai bagni nelle fontane, passando per le ciabatte e le canotte sfoggiate irrimediabilmente nei luoghi di culto
Che l’estate porti con sè una certa propensione all’inibizione e alla libertà di muoversi e di trasgredire é un fatto acclarato, ma imbattersi ogni giorno in episodi e gesti da cartellino rosso lascia pensare. È un’onda lunga che ha radici ataviche e che pesca senza ombra di dubbio nella “malaeducación”, che confida quasi sempre nell’ inciviltà. Non ci troviamo in questi casi nel terreno scivoloso dei luoghi comuni ma nella pura realtà. Che, complice la ferocia dei gradi centigradi, ci regala perle di ineguagliabili nefandezze. Quasi a dire, qui comando io. Ma sovvertire le regole della buona creanza non è mai stato facile.

In quanto l’insurrezione morale che ogni giorno accarezza le pagine dell’insofferenza è sempre prontissima nello stigmatizzare, non certo avendo la vana pretesa nell’educare, bensì per difendere e rivendicare la civiltà della buona educazione. Che dovrebbe far rima con garbo e grazia.
Anche se il cambio di paradigma sembra difficile da attuare, come se fosse un abito buono dalla perfetta foggia, ma nella taglia sbagliata. È assolutamente un salto culturale che deve prevedere la conoscenza dei luoghi, delle opere e della storia, per avere rispetto possedendo studio e contezza. Allontanando definitivamente comportamenti blasfemi, smancerie e tutte quelle tonnellate di selfie che affollano le pagine dei social. Poi l’estate sta finendo e non me ne vogliano Michael e Johnson Righeira.
Photo credit by Wikipedia
Instacult di Mauro Lama
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