Pillole di storia, arte e umanitàSportVeneto

Davide Dino Lanzoni, il papà del Rugby rodigino

3 minuti di lettura

L’autunno di Palazzo Roncale sventola i colori rosso e blu. Quelli del Rugby Rovigo Delta, la squadra di rugby che dal 1935 inorgoglisce e appassiona questo territorio. “Rugby. Rovigo, città in mischia” è una mostra che vuole andare oltre la cronaca sportiva, per raccontare come questo sport sia valso, a Rovigo forse più che altrove, come modello sociale di inclusività e accoglienza. La mostra curata da Ivan Malfatto, Willy Roversi e Antonio Liviero, da una idea di Sergio Campagnolo, sarà al Roncale dall’22 ottobre 2022 al 29 gennaio 2023, per iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

È l’intero Polesine a identificarsi con la sua squadra di rugby. Qui la palla ovale ha il ruolo che altrove ha il calcio. E il Polesine dimostra questa sua identificazione con i fatti e non solo con le discussioni al bar: basti osservare la mobilitazione della tifoseria, sia al Battaglini che in trasferta, caso unico in Italia. In casa si parla di rugby e i bambini crescono con il mito della palla ovale. Il mito e – soprattutto – i valori.

“Le vittorie, le vicende di questa Società”, afferma il Presidente della Fondazione, Gilberto Muraro, “hanno certamente appassionato il mondo del rugby, ma non c’è dubbio che esse si siano riverberate anche al di fuori di esso. Influenzando positivamente la percezione di Rovigo e del Polesine a livello nazionale e anche internazionale. Per questo la mostra non sarà una mera (pur meritata) celebrazione di partite e vittorie ma un’occasione per capire, e far capire, l’unicità del fenomeno del rugby in queste terre”.

Fondata nel 1935, “Rugby Rovigo Delta” è tra le società italiane più vittoriose, avendo conquistato 13 scudetti nazionali (il primo nel 1951 e il più recente nella stagione 2020-21). Insieme al Petrarca Padova, inoltre, il Rovigo vanta il primato di non essere mai retrocessa dalla massima divisione. Milita ininterrottamente in tutti i campionati italiani di prima divisione del secondo dopoguerra, essendo presente in serie A, A1, Super 10, Eccellenza e TOP12 dal 1945, vantando così la più lunga permanenza nella massima divisione italiana. Nel suo palmarès figura inoltre la vittoria di una Coppa Italia.

Forse nemmeno Davide Lanzoni, lo studente di medicina che dall’ateneo patavino portò la passione del rugby a Rovigo, poteva immaginare che da quell’improvvisato gruppo di amici avrebbe preso vita un’epopea. Moltissima la passione ma ben poche le risorse. Tanto che la leggenda popolare tramanda che le maglie indossate nel primo Campionato della Gioventù Italiana del Littorio fossero quelle rosso-blu dismesse dai giocatori del Bologna Calcio. Tra quei ragazzi si faceva notare Mario “Maci” Battaglini, destinato a segnare la storia del rugby in Italia e Francia.

Era il 22 marzo 1935, un assolato venerdì pomeriggio, alla stazione di Rovigo la nazionale italiana di calcio, già campione del mondo 1934, prende il treno Venezia – Vienna viaggiando verso la partita di Coppa Europa.

Su un altro binario, si fermava il locale proveniente da Padova. Da questo scendeva un ragazzo, Dino Lanzoni, studente di medicina al Bo, l’ateneo patavino. Nella valigia, con qualche libro, aveva probabilmente i panni da far lavare a casa. In mano, soppesava una strana palla ovale. Un giocattolo da perditempo, avranno forse pensato i suoi coetanei.

Lanzoni aveva scoperto il rugby al Guf (Gruppo Universitario Fascista) di Padova, grazie ad alcuni studenti inglesi. E a loro aveva chiesto in prestito un pallone per fare conoscere il gioco ai suoi amici.

Lanzoni, racconteranno poi le cronache, corre filato al piazzale dello stadio in viale Tre Martiri senza essere consapevole che da quella palla e da quel gruppetto di 12 ragazzi, quel venerdì di marzo, avrebbe dato inizio alla storia di Rovigo “città in mischia”.

Che, non a caso, è il titolo della grande mostra curata da Ivan Malfatto, Willy Roversi e Antonio Liviero, da una idea di Sergio Campagnolo, che sarà al Roncale dal 22 ottobre 2022 al 29 gennaio 2023, per iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Lanzoni, nato a Lendinara il 17 settembre 1915, viene a vivere a Rovigo nel 1934 quando il padre Francesco, chimico e farmacista originario di Castel Bolognese, direttore dello zuccherificio lendinarese, acquista la storica farmacia “Tre Colombine”.

Lanzoni contribuisce alla storia del rugby Rovigo non solo portando un pallone, ma diventando di fatto il padre del rugby rodigino.

È allenatore della squadra, che inizia a giocare dal 1936, a fianco del francese Jean Brana. È l’artefice dei colori sociali: alle prime maglie azzurre sono sostituite quelle rossoblù quando una muta viene donata dal Bologna calcio, grazie alla conoscenza personale con i giocatori che frequentano lo stesso luogo di villeggiatura della famiglia Lanzoni, a Cesenatico.

Diventa giocatore insieme al fratello Alberto Mario, figurando spesso nei tabelloni sotto falso nome, perché i genitori disapprovano. Nel dopoguerra è dirigente, presidente per sette stagioni (da quella del quarto scudetto nel 1953/54 al 1959), medico sociale, consigliere federale (1947-49, 1959-65, gli ultimi due anni vice presidente della Federazione).

Lanzoni accompagna la vita della squadra per decenni, svolgendo contemporaneamente la professione di medico condotto e allestendo il primo ambulatorio di medicina sportiva a Rovigo. Resta vicino alle sorti rossoblù anche quando non è più dirigente attivo. Muore per un infarto il 24 marzo 1988, 55 anni e due giorni dopo aver fatto rotolare quel pallone diventato tanto importante per Rovigo.

Articoli correlati
IntervisteMoglianoSportVideo

L'ex schermidore italiano Andrea Cipressa ci parla dei suoi successi passati e presenti nello sport

1 minuti di lettura
Oro nel fioretto a squadre a Los Angeles 1984, “figlio” del mitico maestro Livio Di Rosa del Circolo Scherma Mestre, che ha…
Slide-mainSport

Sks365 (Planetwin) lancia Planetwin365.news e avvia campagna pubblicitaria online con la Fiorentina

3 minuti di lettura
PlanetPay365, nel dicembre 2021, è diventato Official Partner della Fiorentina. Da questa partnership parte la nuovissima campagna di Planet Entertainment realizzata insieme…
AmbienteVeneto

Flavescenza dorata della vite. Soluzioni per debellare il fitoplasma

3 minuti di lettura
Folta presenza di viticoltori e agronomi questa mattina, a Rovarè di San Biagio di Callalta, al Convegno viticolo organizzato dalla Dott.ssa Valentina…

    RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
    ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!