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Damiano vs J-Ax, parte 2: “Vinta la battaglia, confermata pericolosità cannabis. Ora chiuda il negozio”

Il leader del Popolo della Famiglia e già fondatore dei Pescatori di Pace esulta al parere del Consiglio Superiore della Sanità, che conferma come la pericolosità della cannabis non possa essere esclusa, e chiede al

Il leader del Popolo della Famiglia e già fondatore dei Pescatori di Pace esulta al parere del Consiglio Superiore della Sanità, che conferma come la pericolosità della cannabis non possa essere esclusa, e chiede al noto cantante di dare ancora una volta l’esempio.

Di seguito pubblichiamo le sue parole.

 

“Da tempo abbiamo denunciato la pericolosità della droga, cannabis light compresa, che a dispetto del nome, se assunta in ingenti quantità ha gli stessi pericolosi effetti della marijuana vera e propria. Avevo invitato J-Ax a diventare un vero testimonial dei giovani, magari venendo a Medjugorje: ha ricevuto il dono della musica e grazie a quello potrebbe essere davvero esempio di cambiamento e di vita vera per i ragazzi.
Invece ha pensato di fare business sulla pelle dei suoi fans proponendo loro di drogarsi. Io non dormirei la notte a pensare di aver incentivato un mercato di morte per questi giovani.
Oggi, però, può ravvedersi e cambiare rotta direi quasi in maniera provvidenziale: alla luce di questo parere del Consiglio Superiore della Sanità, invito il cantante a chiudere il suo negozio. Non potrà certo più restare indifferente a una dichiarazione di pericolosità come quella espressa dal Consiglio. Se non lo facesse subito, di contro, dimostrerebbe di non essere un vero uomo e di essere legato esclusivamente al denaro”.

 

Gloria Callarelli aggiunge: “Il male lavora sempre per inquinare la società e si serve purtroppo anche di ragazzi come J-Ax ma alla fine il bene trionfa sempre: ora chi di dovere si impegni per proteggere e tutelare i nostri giovani e agisca di conseguenza. Ricordiamoci che la droga è sempre droga, in qualunque modo la si chiami e il nostro compito è quello di insegnare ai nostri figli ciò che per loro è il bene”.

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