Una famiglia dalla vita normale viene scossa dalla notizia della malattia di entrambi i genitori e solo uno di loro può essere salvato. Ai figli spetterà comunicarglielo e soprattutto chi salvare dei due
Tratta dall’omonimo testo teatrale l’opera prima di Francesco Frangipane trova Elena e Antonio, interpretati da Vanessa Scalera e Edoardo Pesce alle prese con il dubbio amletico di salvare uno dei due genitori, Michela e Giovanni, impersonati da Anna Bonaiuto e Giorgio Colangeli.
Nel perfetto scenario umbro la situazione si dipana tra angoscia e voglia di scappare da quella che è l’inquietante diagnosi e la salvezza da raggiungere tramite un trapianto, anche se solo Elena potrà donare, unica compatibile. Ed ecco che allora la fredda torre, metafora da sempre impressa al concetto che riporta alla scelta estrema diventa cinica e ineffabile, avvinghiata alla famiglia e a tutte le nevrosi che contiene.
L’esistenza cupa dei personaggi al servizio devoto del del film danza in una sorta di ridda che, come il ballo delle streghe, si stringe a sé per poter arrivare ad una soluzione, mettendo a nudo coscienze e personalità, tratteggiando la storia in maniera altamente composita.
Tanto da riportare a galla passato e istinti, responsabilità e scelte perchè forse dall’alto di una fredda torre tutto il panorama cambia, la visuale è resa diversa da quelle vertigini che i protagonisti dell’opera di Frangipane ci regalano, sovvertendo le normali convenzioni, stretti da quella scelta da prendere e da comprendere.
Intravisti per voi di Mauro Lama
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