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Dalla scacchiera allo smartphone: come la mente si allena tra giochi classici e rompicapo moderni

2 minuti di lettura

Se per alcuni relax e divertimento sono sinonimo di ozio e pigrizia, per altri corrispondono ad una sana voglia di mettersi in gioco e sfidare se stessi. 

I giochi in cui sono richieste abilità mentali e capacità strategiche sono quelli che hanno resistito allo scorrere del tempo. Gli stessi che non hanno risentito dell’avvento del digitale, che piuttosto ne ha rafforzato il fascino.

Il più grande classico è sicuramente il gioco degli scacchi che, nella dimensione digitale ha portato con sé tutta la profondità messa in campo sulla scacchiera fisica. In primis, la capacità di prevedere le decisioni dell’avversario, calcolando le probabilità e studiando mosse precedenti. Anche nell’interfaccia digitale il giocatore è chiamato a far fronte all’imprevisto, a cambiare cioè schema di gioco quando il quadro viene mutato da una mossa inaspettata.

Tendenzialmente più veloce è, invece, la partita a dama online rispetto a quella fisica che richiede pause inevitabili per deporre le pedine conquistate. Un ritmo più incalzante impone decisioni più rapide, quindi la mente è chiamata ad allenarsi anche nell’ottimizzazione dei tempi. Ciò aggiunge una marcia in più ad un titolo già particolarmente reattivo sulla scacchiera fisica. 

Nella sfera digitale il giocatore deve, in molti casi, impegnarsi ancora di più perché nei giochi in cui anche la componente gestuale e fisica fa la sua parte, il livello di difficoltà cresce ancora. Vengono meno sguardi, atteggiamenti e tutti quei dettagli che solitamente vengono analizzati per capire come procedere. Nel poker online, ad esempio, diventa più che mai centrale concentrarsi sui tempi di risposta e sulla gestione della partita dell’avversario per poter carpire le sue intenzioni successive. Con il divertimento si affina anche la capacità di calcolo.

Il panorama digitale ha spianato la strada anche a rompicapi moderni che preservano dei passatempi più amati, proprio l’input alla stimolazione cognitiva. È questo il caso del fenomeno Wordle, il gioco linguistico che allena logica deduttiva e combinatoria. Di grande successo è anche Monument Valley, dove si è chiamati a condurre la principessa all’uscita di ogni livello, muovendosi all’interno di geometrie tutt’altro che semplici da attraversare. In questo caso, al di là del calcolo, è cruciale cambiare il punto di vista per risolvere l’enigma volta per volta.

Dal fisico al digitale, dunque, il divertimento aumenta proprio perché legato alla voglia di misurarsi con il proprio ingegno: una sfida intellettuale che va ben oltre luogo fisico e schermo.

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