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Dal Sud attacchi all’autonomia del Veneto: rischiamo la guerra tra poveri  

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Riceviamo e pubblichiamo un articolo a firma dell’ex parlamentare Pd, Simonetta Rubinato, che porta alla luce le proprie considerazioni in merito al progetto di autonomia della nostra Regione

 
Sul quotidiano Il Mattino di Napoli si ripetono da settimane interventi delle élite meridionali per allarmare i cittadini del Sud. Sono mesi che il prof. Gianfranco Viesti sostiene che l’autonomia del Veneto “è una vera e propria secessione dei ricchi” e che con la sua attuazione “i principi costituzionali di uguaglianza possono essere, a breve, stravolti”, promuovendo anche una petizione contro il riconoscimento dell’autonomia differenziata alla nostra Regione. Forse il prof. Viesti confonde il Veneto con una delle Regioni a statuto speciale confinanti. Ecco allora qualche dato di realtà.
 
Il primato drammatico del numero di suicidi in Veneto a causa della crisi economica dal 2012 ad oggi, che lo vede precedere in classifica la stessa Campania, conferma che la ricchezza dei Veneti non è quella derivante dalle grandi imprese pubbliche, assicurative e della finanza, ma quella prodotta da tantissimi piccoli e medi imprenditori, artigiani e lavoratori autonomi, che devono reggere alla sfida della competitività nonostante un fisco e una burocrazia oppressivi. Anche l’incidenza della povertà relativa delle famiglie, passata tra il 2007 e il 2017, in Veneto, per gli effetti della crisi, da un quarto a metà di quella nazionale (dal 2,5% al 6,1%), risulta nell’ultimo anno anche se di poco più elevata di quella registrata al Nord (5,9%). Certo, si tratta di un dato molto inferiore a quello delle regioni del Sud, ma conferma l’aumento dell’impoverimento relativo delle famiglie venete, colpite da ultimo anche dal fallimento delle due banche popolari.
 
Quanto alla violazione del principio di uguaglianza, i numeri della Ragioneria dello Stato dicono che a dolersene dovrebbero essere proprio i Veneti. Anche dall’ultimo Report sulla Spesa pubblica regionalizzata risulta infatti che la spesa finale statale per abitante nel 2016 è stata di euro 2.802 in Veneto contro i 3.737 euro in Campania. In particolare la spesa per abitante in istruzione scolastica è stata di 636 euro in Campania, contro i 477 euro in Veneto. Il che conferma che la spesa statale attuale è molto variabile fra le diverse regioni ed è più alta proprio dove si produce meno ricchezza e i servizi sono peggiori. Il che significa che la redistribuzione statale delle risorse fiscali include sprechi, inefficienze e clientele che non favoriscono i cittadini del Sud mentre stanno impoverendo i cittadini di alcune regioni del Nord.
 
C’è da stupirsi che i Veneti chiedano di cambiare questo sistema? No, c’è da stupirsi che certa intellighenzia del Sud lo difenda.
 
 
Simonetta Rubinato
Presidente “Veneto Vivo”

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