Le voci della modernità aprono la nuova mostra a Palazzo Zabarella – Padova, con Modigliani e Picasso che ispirano una selezione di 65 opere di 30 artisti provenienti dal Musée d’art modern, d’art contemporain et d’art brut di Lille (LaM)

Dal 16 ottobre al 25 gennaio Palazzo Zabarella accoglie una grande mostra dal respiro internazionale, che oltre a restituire un dialogo tra due spettacolari artisti del 900, Modigliani e Picasso, riesce a fornire un vero e proprio parterre de roi di artisti meno noti ma di grande levatura stilistica. Con un percorso espositivo articolato in sei sezioni tematiche, perfettamente allestito, con la curatela di Jeanne-Bathilde Lacourt, troviamo anzitutto cinque dipinti di Pablo Picasso e sei di Amedeo Modigliani, sicuramente il “blocco“ più prestigioso dell’ esposizione , ma che come già anticipato rivolge lo sguardo verso una côté che riesce ad emozionare e ad appagare anche palati più fini ed esigenti. E allora è la volta di Joan Miró, Youla Chapoval, André Lanskoy, Bernard Buffet e Alexander Calder, che in questa sorta di plot artistico riescono a fornire una grande testimonianza dell’arte dell’epoca. Senza disdegnare l’importanza di figure naïf del calibro di Camille Bombois e Auguste Lesage. Ma una delle sezioni protagoniste della galleria che si veste con le voci della modernità è senza ombra di dubbio quella dei Brut, corrente artistica che fin dagli albori si fece notare per la sua natura ad alto tasso eccentrico nonché spirituale. Ed è proprio questo profondo spaccato di arte del Novecento, che cerca di avvicinarsi al reale senza disarcionarlo appieno, a rivelare uni dei significati più reconditi della mostra. Oltre la pura accademia e il cambiamento culturale.
Photo Credit by Artemide
Zero Biscuit di Mauro Lama
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