Teatri vuoti e cinema desolati, un anno lungo, inespresso e mai consolato.
Poltroncine che attendono, palchi e platee in piedi che urlano, pop-corn e coca cola in attesa.
Oggi è il giorno della protesta più forte, occupazioni e manifestazioni, cortei e voglia di ripartire.
Ristori fantasma e mancanza di idee, solo saracinesche e sipari calati, biglietti non staccati, botteghini allo stremo.
La resistenza della cultura arriva ad un bivio, le richieste ora sono semplici ma cazzute, immediate.
Servono tout court risarcimenti oculati, in linea con le perdite e una tempestiva convocazione di un tavolo ben apparecchiato che coinvolga i lavoratori del settore face to face con il Ministero del lavoro, dello Sviluppo economico e Mibact.
Cinema e teatri rappresentano emozioni e pantheon culturali che da sempre ci sorreggono il cuore appesantito e ci aiutano a trovare il coraggio di vivere o più semplicemente il momento dello svago.
Qui non c’è il delivery o l’asporto, ci siamo capiti?
Instacult di Mauro Lama
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