Dal 1° settembre 2025 entrerà in vigore il nuovo regolamento europeo: stop a oltre venti ingredienti nocivi, tra cui il TPO dei gel UV per unghie
TREVISO – Si avvicina una scadenza che cambierà in profondità il settore dell’estetica e del benessere. Dal 1° settembre 2025, con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2025/877, sarà vietato l’utilizzo e la vendita di più di venti sostanze cosmetiche considerate cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione (CMR). Tra queste figura anche il TPO (Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide), ingrediente molto diffuso nei gel UV per unghie.
Le imprese dovranno verificare la conformità dei prodotti in uso, sospendere gli ordini non adeguati, smaltire correttamente le rimanenze come rifiuti speciali e richiedere ai fornitori dichiarazioni scritte per garantire il rispetto delle nuove regole.
Secondo CNA Mandamento di Treviso, l’adeguamento normativo non può essere affrontato solo dalle imprese utilizzatrici. «Le aziende produttrici e venditrici devono provvedere al ritiro dei prodotti non conformi – spiega Fabrizio Geromel, direttore di CNA Treviso –. Ma soprattutto è necessario che le autorità competenti predispongano misure tecniche ed economiche per accompagnare questa fase di transizione».
Il rischio, evidenzia l’associazione, è che micro e piccole imprese si trovino sole di fronte a costi e procedure complesse. «Le attività del comparto estetico stanno mostrando attenzione e disponibilità ad adeguarsi – aggiunge Geromel –. Ora serve che le istituzioni facciano la loro parte, garantendo strumenti adeguati per una corretta applicazione della normativa».
La scadenza europea rappresenta un passaggio delicato che intreccia tutela della salute, rispetto dell’ambiente e continuità delle attività economiche. CNA Treviso conferma di voler continuare a monitorare la situazione, affiancando le aziende associate e favorendo il dialogo tra operatori, distributori e istituzioni.
«Solo con una collaborazione concreta – conclude l’associazione – sarà possibile affrontare il cambiamento senza penalizzare il tessuto produttivo, salvaguardando al tempo stesso i cittadini e il territorio».
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