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Cortina, investimenti e progetti per le Olimpiadi 2026

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Sono molte le considerazioni emerse dal summit “Winter Games Hospitality & Development”, tenutosi a Cortina d’Ampezzo il 18 marzo e organizzato da MC International.

Una giornata dedicata allo stato di fatto dei lavori – pubblici e privati – che stanno interessando le valli in attesa dei giochi olimpici e agli investimenti dei capitali che rinvigoriranno ulteriormente il panorama ricettivo all’ombra delle Dolomiti.

Intervistati sul palco, personaggi e grandi protagonisti dei mondi della finanza, del real estate, hospitality, progetto e istituzioni, in presenza di un pubblico di professionisti – locali e non – interessati a gettare uno sguardo sulle nuove prospettive e trend dell’accoglienza sull’asse e, più in generale, nel nostro paese.

Francesco Calia, Head of Hotels CBRE Italia, ricorda infatti come il 10% dei volumi d’investimento immobiliare europeo si concentri in Italia, sede naturale del turismo mondiale.

I 10 miliardi di euro circa del 2021 di investimenti complessivi nel settore immobiliare italiano hanno visto numeri vicini alle cifre record del 2019, pari a circa 12 miliardi.

Di questi, due sono stati investiti in campo alberghiero, e il 44% di questa cifra (800 milioni di euro) ha interessato il mondo dei resort, invertendo un trend che prima vedeva i capitali accentrati nelle grandi città (quasi l’80%, ora sceso al 42%).

Circa 160 milioni di euro sono stati dunque investiti in montagna nel 2021 e in questo Cortina – complice il driver delle Olimpiadi 2026 – è stata la località più importante, il place to be dove investire.

Per generare benefici per tutta la supply chain dell’ospitalità e costruire una consistente catena del valore, le azioni chiave da attuare nel prossimo futuro dovranno essere fondate su “rigenerazione” e “valorizzazione dei territori”, attraverso attività che possano coinvolgere, nell’intero anno, tutto il territorio del nord Italia.

Ne ha parlato tra gli ospiti anche Marco G. Malacrida, Director Italy STR – Founder Italia Hospitality – che identifica nel superamento del concetto di stagionalità una grande opportunità per il turismo nostrano, rispondendo in maniera attiva alle potenzialità del mercato.

L’invito è anzitutto per i professionisti a concentrarsi su ambiente e rigenerazione, con la ferma consapevolezza che la domanda per il comparto hospitality sta evolvendo rapidamente. Nel mondo le persone con ricchezza superiore ai 100mila dollari annui sono 600milioni, di cui 60 milionari (fonte Julius Baer).

Provengono spesso da economie in forte crescita, quali Cina, India e Giappone e comprendono anche fasce giovani attentissime agli aspetti legati ad autenticità e rigenerazione, secondo i criteri ESG.

Per coinvolgere un pubblico internazionale e luxury servono risultati che non possono essere raggiunti dai soli albergatori”, ha dichiarato Paolo Barletta, Ceo di Arsenale Spa. “Serve migliorare la mobilità, servono opere infrastrutturali, servono reti d’impresa per creare esperienze che non si fermino ai limiti fisici degli alberghi, ma che possano anzi ricadere a pioggia sulle attività di ristorazione, negozi, cooperative, e realtà dell’intrattenimento circostanti. Deve nascere per questo un connubio tra pubblico e privato, ma serve anche il supporto dei gruppi bancari, e soprattutto non si devono temere i capitali stranieri, che in ogni caso non possono snaturare il territorio di Cortina, forte di una cultura e di una storia ben radicate nel suo patrimonio genetico”.

E dunque parallelamente all’auspicio della nascita di modelli credibili che possano aiutare le piccole-medie imprese, e di formule che possano snellire le procedure d’investimento sul piano burocratico, particolare attenzione è riservata anche ai servizi, alla mobilità e alle infrastrutture, per creare collegamenti attivi e più semplici con le altre città delle valli e non per ultima con la stessa Milano, che condivide con Cortina l’importante incarico.

In questo modo, si potrebbe agilmente sopperire alla scarsità di posti letto offerti dalla città, che al momento ammontano a circa 4.800 – contro i 25mila offerti dalla val Gardena e 15mila della val Badia.

L’alternativa della riqualificazione di vecchie strutture resta un tema forte e aperto, ma sia sul fronte del building sia della urban regeneration restano fondamentali l’approccio sostenibile e l’integrazione delle nuove architetture con il territorio.

Filosofia green che potrebbe vedere abolite le macchine sul territorio di Cortina, il potenziamento dei servizi pubblici e la limitazione del cemento, in favore di un evento che punta a essere memorabile anche per l’etica in tema di salvaguardia del pianeta e del patrimonio naturale delle Dolomiti e non solo.

In copertina, credits Pietro Albarelli

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