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Corsa contro il tempo per i tesori sommersi di Forlì

FORLÌ – Un fiume di acqua e fango si è abbattuto anche sul Seminario di Forlì in via Lunga, nel quartiere di San Benedetto, uno dei più colpiti della città dopo l’alluvione. Lotta contro il tempo per salvare in particolare le migliaia di libri e manoscritti antichi della biblioteca costituita dal fondo antico delle cinquecentine e seicentine conservate nel seminterrato dello stabile – che accoglie anche le cucine, il refettorio, la lavanderia e le palestre e i locali tecnici della struttura – ancora invaso e coperto da fango, arrivato fino a circa 2 metri e 60 centimetri.

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Molto di questo patrimonio librario è rimasto sott’acqua, che contiene anche degli incunabili – come testimonia il filmato realizzato da un sommozzatore – galleggiano ora in superficie col rischio di diventare poltiglia e andare perduto per sempre.

E come fu per gli angeli del fango che nel novembre del ’66 salvarono dalla distruzione i volumi della Biblioteca nazionale devastata dall’alluvione di Firenze, ieri mattina si è attivata una macchina organizzativa che ha coinvolto decine e decine di volontari per il recupero di questo patrimonio storico-culturale, sotto tutela, dal valore inestimabile, che vede coinvolti tanti attori: il Comune, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Protezione Civile di Pordenone e di Forlimpopoli, Soprintendenza di Ravenna, Diocesi con in cima alla catena di comando l’architetto Azzolini, Direttore del Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per l’Emilia-Romagna.

“Il fondo antico della biblioteca che include testi storici e teologici anche molto rari è immerso assieme al resto del patrimonio librario della diocesi di Forlì-Bertinoro costituito da oltre 150mila volumi, la maggior parte dei quali manualistica e copie che siamo consapevoli non potrà essere recuperato, spiega Don Andrea Carubia, rettore del seminario di Forlì – questo fondo è stato in parte catalogato. Sappiamo con certezza che le cinquecentine sono 1.200, mentre il resto del corpo antico della biblioteca è di diverse migliaia di unità. Abbiamo consultato una ditta di esperti specializzata nel salvataggio e restauro di materiale librario in caso di allagamenti e alluvioni, che ci ha spiegato quanto sia un bene che i documenti e i volumi siano rimasti sotto la superficie dell’acqua e che lì è meglio che rimangano fino al loro intervento per un risanamento completo e fatto a regola d’arte. Un libro che venga tirato fuori dall’acqua da mani inesperte, paradossalmente, corre il rischio di compattarsi e di danneggiarsi irrimediabilmente”.

Le operazioni di drenaggio del seminterrato del seminario non sono state ancora fatte per questo motivo. Nel momento in cui verrà bonificata l’area allagata, i volontari avranno 48-72 ore di tempo per poter intervenire e recuperare il salvabile in maniera corretta. “I lavori saranno supervisionati dall’assessorato regionale in partnership con la protezione civile e la ditta di esperti – aggiunge Don Carubia – che manderà due specialisti che faranno la formazione ai volontari che accorreranno per darci una mano. Le operazioni andranno avanti fino a quando tutto il materiale non verrà estratto. Si prevede che i lavori terminino fra giovedì e venerdì di questa settimana, ma questo lo vedremo in corso d’opera”.

“Qui c’è del materiale preziosissimo che va salvato”. A dichiararlo è anche l’assessore alla cultura dell’Emilia-Romagna, Mauro Felicori. Non tutto potrà essere recuperato, bisognerà operare delle scelte. Per favorire le operazioni di recupero – conclude il rettore del seminario – chiaramente si è aspettato prima di tutto a dare soccorso alle vittime dell’alluvione e alle persone che erano intrappolate nelle case. La protezione civile anche di altre province come quelle di Trento e Piacenza sono venute a liberare il piazzale antistante il seminario ricoperto da circa 40 centimetri di fango e stanno ancora lavorando affinché questi interventi possano essere fatti in sicurezza”.

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