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Vigilia di Natale in laboratorio per trovare la variante “inglese”

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Conferenza stampa di S. Stefano a Marghera questa mattina, presso la sede della Protezione Civile, convocata dal Governatore del Veneto Zaia per comunicare importanti novità relative al virus Covid e alle sue mutazioni. “Alle ore 23, 59 della vigilia di Natale, i ricercatori mi hanno comunicato di aver trovato la variante inglese del virus in 3 positivi. Volevo comunicarvi questo e altre importanti conclusioni delle ricerche, mi pare una motivazione valida per vederci anche oggi, non vi pare? – ha esordito così il Presidente Luca Zaia – “Inoltre, hanno scientificamente dimostrato che il virus estivo non c’entrava niente con quello della prima ondata e nemmeno con quello che circola adesso. Si diceva che le discoteche e la libertà estiva avevano diffuso il contagio, invece il contagio di oggi non ha niente a che vedere con l’estate scorsa”.

 

La dottoressa Ricci, direttore Istituto zooprofilattico delle Venezie, ha continuato: “Da inizio pandemia abbiamo isolato in Veneto 37 virus e 8 varianti del Covid (due di questi sono genotipi veneti), la maggior parte di questi virus appartengono a una variante della mutazione che la rendono più contagiosa. In questi ultimissimi giorni abbiamo invece ricevuto cinque campioni con contatti inglesi e tre sono risultati positivi alla variante inglese, due provincia di Treviso e uno della provincia di Vicenza. Un virus non è un singolo ma una popolazione; i virus della prima ondata sono diversi da quelli della seconda ondata, la mutazione che li rende più contagiosi. In Veneto poi abbiamo trovato singole varianti anche queste caratterizzate da alta contagiosità che potrebbero spiegare il numero dei contagi del Veneto. È importante caratterizzare questi virus per comprenderne l’andamento dell’epidemia per poter mettere azioni di controllo mirate, se si conosce il nemico è più facile combatterlo. Gli inglesi depositano tutte le sequenze che hanno in database pubblico e noi facciamo lo stesso, sono 10 gli istituti zooprofilattici in Italia, e questo è fondamentale in un evento così drammatico. Tre casi della variante inglese, e molto recenti, non possono spiegare la contagiosità delle ultime settimane, ma sicuramente siamo di fronte a un virus, questo della seconda ondata, oltre alla variante inglese caratterizzato da una grande contagiosità. Ad esempio i campioni di Verona sono tutti di una delle 8 varianti a grande diffusione. Le mutazioni sono normali in un virus, come ad esempio quello influenzale. Non c’è niente di drammatico nella mutazione, va solo conosciuto, ma al momento risponde al vaccino”.

 

E il dott. Rigoli, primario di microbiologia di Treviso, ha spiegato: “Quello che dicevamo questa estate rispetto al virus, trova ora una nuova conferma. Quello che abbiamo messo in piedi servirà moltissimo a livello italiano e a livello internazionale perché metteremo sempre i dati in trasparenza. Tutti i pazienti identificati dalla dottoressa Ricci per la variante inglese hanno fatto l’antigenico rapido ed è risultato positivo, quindi anche per la variante i test funzionano”.

 

Inoltre, la dott.ssa Russo: “Ho preparato una nota che ho fatto partire per il ministero in cui spieghiamo che abbiamo trovato in veneto la variante inglese, due donne e un uomo (due giovani e un quarantenne) di rientro dalla Gran Bretagna, e abbiamo un quarto contatto stretto di questi tre pazienti che stiamo verificando. Stanno bene, a parte uno che ha un po’ di febbre. Tutti i contatti stretti sono in quarantena. Abbiamo poi allegato alla nota al Ministero anche le 37 mutazioni che potrebbero essere alla base dell’elevato numero di contagi in Veneto”.

 

Dottor Flor: “Quello che emerge oggi è che noi non ci preoccupiamo solo di essere puntuali e tempestivi nelle risposte ai nostri malati negli ospedali, dove abbiamo un numero molto elevato in zona non critica rispetto alle terapie intensive. Oggi abbiamo la spiegazione: è un virus diverso. La frequenza degli ammalati nel personale sanitario che assiste i malati Covid è più bassa che nella popolazione, quindi fare attenzione è fondamentale perché significa che nei comportamenti personali molte persone ancora non sono abbastanza rigorose. Una pandemia globale si combatte con l’aiuto di tutti”.

 

 

Silvia Moscati

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