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Coordinamento Studenti Medi Venezia Mestre oggi dal Presidente Zaia

Questa mattina si sono ritrovati numerosi e rumorosi i ragazzi del Coordinamento Studenti Medi Venezia-Mestre davanti alla sede della Protezione Civile a Marghera mentre era in corso la conferenza stampa del Governatore del Veneto Luca

Questa mattina si sono ritrovati numerosi e rumorosi i ragazzi del Coordinamento Studenti Medi Venezia-Mestre davanti alla sede della Protezione Civile a Marghera mentre era in corso la conferenza stampa del Governatore del Veneto Luca Zaia, per chiedere risposte sulla riapertura in sicurezza delle scuole: “Dopo un anno avrebbero potuto fare gli investimenti necessari per aprire al 100%” hanno detto.

 

Muniti di megafono hanno continuato a parlare, fino a quando la Polizia non ha letteralmente staccato la corrente.

 

 

Così hanno diramato un comunicato in cui si legge:

“Oggi un centinaio di studenti e studentesse si sono ritrovati sotto la sede della protezione civile per chiedere di essere ascoltati. Le richieste sono poche, chiare e le stesse da ormai troppo tempo: tornare a scuola completamente, in presenza e in sicurezza, con un piano trasporti che funzioni e che permetta di mantenere le misure anticontagio e più spazi per permettere a tutti di avere una classe in cui fare lezione rispettando il distanziamento previsto.

 

Dopo un anno passato senza che nessuno si curasse di giovani, studenti e studentesse, oggi siamo andati dal Presidente Luca Zaia, durante la sua solita conferenza stampa, per farci sentire. La nostra presenza evidentemente spaventa il nostro governatore che, conoscendo le proprie mancanze in merito a trasporto pubblico, istruzione e gestione dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo già da ieri era corso ai ripari offrendoci un incontro con un rappresentante istituzionale.

 

Oggi la giunta regionale e il presidente Zaia non si sono smentiti facendoci attaccare dalla polizia per impedirci di esprimerci pubblicamente al microfono durante la conferenza stampa. Questa è una gravissima limitazione della libertà: dopo che per un anno nessuno ci ha mai ascoltati, dopo averci presi in giro con un incontro offerto all’ultimo secondo e con una figura chiaramente provocatoria, alla fine si usa persino la polizia per sopprimere le voci di dissenso. Scudi e manganelli contro un impianto che dà voce a tante e tanti che nessuno più ascolta. Dopo un anno di pandemia che ha tolto tanto a tutti e tutte noi sembra che l’unica risposta per chi alza la testa sia la repressione, crediamo che invece serva investire sui servizi, sull’istruzione, sulla sanità e sull’immaginare nuove forme di sostegno che possano aiutare chi è stato più colpito dalla crisi sociale e economica che stiamo vivendo affinché nessuno venga lasciato indietro. L’attacco che abbiamo subito oggi è un atto gravissimo che tenta di limitarci la libertà di manifestare il nostro dissenso nei confronti di un governo e una regione che da troppo tempo mette all’ultimo posto i giovani e il diritto allo studio, ma non per questo abbiamo intenzione di fermarci: continueremo a scendere in piazza, prendere parola e posizione in maniera determinata per farci sentire” e concludono con un altro appuntamento: “Vogliamo dunque rilanciare il prossimo appuntamento pubblico di assemblea per venerdì 7 maggio alle 16.00 al parco San Giuliano a Mestre per costruire insieme i prossimi passi della nostra mobilitazione”.

 

Silvia Moscati

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