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Consorzio veneto orientale pioniere nelle pratiche sperimentali per risparmio idrico e qualità ambientale

1 minuti di lettura

Dal Consorzio di bonifica Veneto Orientale arriva un progetto sperimentale che conferma come il mondo della bonifica in Veneto sia in prima linea nel progettare il risparmio idrico e forme di gestione efficiente e lungimirante dell’acqua, risorsa sempre più preziosa.

 

L’assessore all’agricoltura e alla bonifica, Giuseppe Pan, esprime appoggio e apprezzamento per il progetto sperimentale del Consorzio che, in localita’ Fiorentina a San Dona’ di Piave, nel Veneziano, in un podere di proprietà consortile ha distribuito matrici organiche, preliminari alla preparazione del letto di semina della soia.

 

Salvaguardare la qualità del suolo

 

Il programma sperimentale, in collaborazione con il Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse Naturali e Ambiente dell’Università di Padova mira a verificare come l’impiego di pratiche agronomiche meno impattanti sui suoli possa far risalire il contenuto di sostanza organica nel terreno, che in vaste aree del Veneto Orientale è sceso a livelli estremamente preoccupanti. Si tratta, quindi, di una pratica sperimentale volta a contrastare il rischio desertificazione e a salvaguardare la qualità ambientale del suolo.

“Questo è un modo innovativo e lungimirante di intendere la bonifica – sottolinea Pan che vede la Regione prima alleata dei Consorzi, Nel Programma di sviluppo rurale del Veneto attualmente in corso abbiamo inserito una apposita misura per incentivare progetti sperimentali di risparmio idrico in agricoltura. Il progetto del Consorzio del Veneto Orientale, ispirato dal suo presidente Giorgio Piazza e supportato dall’Università di Padova, allarga lo spettro dei progetti pilota volti a garantire una maggior resilienza dei nostri campi e delle nostre colture al cambiamento climatico”.

 

Premiato l’impegno dei Consorzi

 

Pan sottolinea, infine, l’impegno progettuale dei Consorzi di bonifica, che “non sono solo enti di gestione di una rete di 15 mila km di canali irrigui a servizio di oltre 600 mila ettari di campagne, ma anche presidi tecnici di riqualificazione ambientale”.
“I Consorzi della Regione, con la propria capacità tecnica e progettuale – evidenzia Pan – sono riusciti ad attrarre oltre 200 milioni di euro in finanziamenti statali per migliorare l’efficienza irrigua, e ora sono impegnati in un ampio piano di riconversione verso sistemi di irrigazione pluvirrigui che comportano un risparmio anche del 50% dell’acqua. Sperimentazioni pilota come quelle del Veneto Orientale ampliano ulteriormente la gamma degli interventi a tutela dell’ecosistema aiutando a gestire economicamente attività di agricoltura, silvicoltura e zootecnia”.

 

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