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Conoscere la tragedia delle foibe, per ricordare

Con 224 voti a favore, dieci astenuti e nessun contrario, la Camera dei Deputati ha approvato la legge per la promozione della conoscenza della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata nelle giovani generazioni. Il testo ora torna all’esame del Senato, per ottenere così il via libera definitivo.

Roma – Il voto, quasi unanime, è arrivato solo 48 ore prima del Giorno del Ricordo. Il 10 febbraio è infatti la Giornata del Ricordo. L’istituzione di questa giornata, è avvenuta 20 anni fa grazie all’impegno di Roberto Menia, figlio di un’esule istriana. https://www.secoloditalia.it/2024/02/foibe-si-della-camera-per-far-conoscere-a-scuola-quella-tragedia-tutte-le-celebrazioni-in-italia/?utm_source=Fratelli+d%E2%80%99Italia&utm_campaign=2e3efaa88b-EMAIL_CAMPAIGN_2020_04_08_12_17_COPY_01&utm_medium=email&utm_term=0_7ba5a77c68-2e3efaa88b-257384951

La storia

Oggi, 10 febbraio è il giorno in cui si commemora una tragedia immane che colpì gli italiani dell’Istria e della Dalmazia. Tra l’ottobre del 1943 e il maggio del 1947, decine di italiani furono imprigionati. Le donne furono violentate, mutilate. Tutti furono gettati nelle cavità carsiche dell’Istria e della Dalmazia. Queste furono poi conosciute come foibe. I partigiani comunisti di Tito furono gli autori di questo crimine. Il Giorno del Ricordo nasce per non dimenticare questi orribili fatti e per commemorare le vittime innocenti.

Le foibe

Le cavità del terreno, tipiche della regione Venezia Giulia, sono indicate con il termine di foiba. Sono inghiottitoi carsici, una sorta di caverne verticali estremamente profonde. Centinaia di persone, vecchi, donne, giovani, di qualsiasi età e religione, vennero massacrate lì.

Durante la seconda guerra mondiale, e poco dopo la sua fine, i partigiani comunisti di Tito uccisero gli italiani inermi, per motivi etnici e politici. I cadaveri di centinaia di vittime furono rinvenuti proprio nelle foibe. Così successe per molti anni e per molti anni ancora, questo eccidio fu tenuto nascosto.

Tito era lo pseudonimo del capo militare iugoslavo Josip Broz. Tito nacque a Zagabria nel 1892 e morì a Lubiana nel 1980. Dal 1939, Tito fu segretario generale del Partito comunista iugoslavo e guidò la lotta di liberazione dai nazisti. Tito considerava tutti gli italiani fascisti, così volle la loro eliminazione fisica.

Il silenzio

Gli esuli, che riuscirono a scappare, arrivarono in Italia, convinti di essere accolti come concittadini. Invece, l’accoglienza riservata a loro non fu certo delle migliori. Anche in Italia, per moltissimi anni, gli esuli istriani e dalmati furono considerati fascisti. Erano solo dei profughi.

Per decenni quei terribili eventi, e i fatti di tanta tragedia, sono stati occultati e taciuti. Poi, negli anni Novanta, il ricordo ha finalmente iniziato a prevalere sui silenzi e sulle manovre politiche. Alcuni, purtroppo, ancor oggi minimizzano questa immane tragedia.

Il Treno del Ricordo

Inaugurato questa mattina, il treno del ricordo partirà dalla Stazione di Trieste. Il viaggio del 6 vagoni della memoria inizierà domani 11 febbraio e toccherà numerose tappe: Venezia, Milano, Torino, Genova, Ancona, Bologna, Parma, La Spezia, Firenze, Roma, Napoli. Il viaggio si concluderà il 27 febbraio a Taranto. https://ilnuovoterraglio.it/e-un-dovere-ricordare/

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