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CONI, il codice rosso entra nel mondo dello sport a tutela dei tesserati vittime di violenza

2 minuti di lettura

Siglata la collaborazione con la procura di Milano. Malagò: due facce della stessa medaglia per il rispetto delle regole e nostra credibilità.

MILANO – Il procuratore di Milano, Marcello Viola, il presidente del CONI, Giovanni Malagò e il procuratore generale dello Sport, Ugo Taucer, hanno sottoscritto un’intesa volta a coordinare le attività proprie dei soggetti firmatari, quando si renda necessaria la collaborazione per la trattazione di vicende legate a reati di violenza contro la persona commessi da tesserati nell’ambito sportivo.

Il protocollo – siglato negli uffici della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano – nasce dall’esigenza, data la diversa natura del procedimento penale e del procedimento sportivo, di definire procedure standardizzate di condivisione delle informazioni nella cornice normativa, nazionale e internazionale, sulla protezione dei soggetti vulnerabili rimasti vittime di reato. L’obiettivo è quello di regolamentare al meglio e nel rispetto delle competenze proprie di ciascuna Procura le modalità operative di acquisizione di informazioni e di documentazione.

“Questo protocollo è volto a coordinare l’attività della Procura della Repubblica e della Procura generale dello Sport, due mondi in piena autonomia che si sfiorano in più occasioni, un utile momento per ottimizzare e arrivare a risultati proficui per tutti. È una questione di particolare importanza: la Procura di Milano è da sempre attenta alla tutela di ogni potenziale vulnerabilità”, ha dichiarato Marcello Viola.

“È una giornata importante e il mio è un ringraziamento sentito nei confronti del procuratore Viola, del Tribunale di Milano e di tutti coloro che hanno lavorato a questo protocollo. Ringrazio anche il procuratore Taucer”, ha osservato il presidente del CONI, Giovanni Malagò. “La Procura generale del CONI è un organismo terzo. È chiaro che la giustizia sportiva deve essere veloce, nel nostro caso è un pre-requisito. E per esserlo è indispensabile conoscere le cose subito. È fondamentale essere messi nella condizione di sapere, nel massimo rispetto della privacy, se all’interno del nostro mondo di circa 14 milioni di tesserati ci sono soggetti sottoposti a indagini della giustizia ordinaria. Oggi, con questo protocollo, siamo diventati due facce della stessa medaglia a tutela del rispetto delle regole e della credibilità del nostro mondo. Il CONI rappresenta lo Stato, siamo un ente pubblico e questo legame con la Procura e chi rappresenta il Paese è un elemento aggiunto”.

“Mi unisco ai ringraziamenti e all’apprezzamento per questa collaborazione: la celerità è fondamentale per il procedimento sportivo” ha dichiarato Ugo Taucer. “A volte l’aspetto disciplinare si incrocia con quello ordinario ed è importante avere una reale conoscenza e la garanzia di avere gli atti: sapere dell’esistenza di un procedimento consente di intervenire immediatamente. Ringrazio il procuratore Viola e il presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia. Speriamo che questa diventi una buona pratica a livello nazionale, il primo passo per ulteriori approfondimenti soprattutto su temi agli onori delle cronache che toccano sensibilità e necessitano risposte immediate”.

“Il codice rosso entra a pieno titolo nel mondo dello sport”, ha commentato la procuratrice aggiunta Letizia Mannella, coordinatrice del pool fasce deboli, presente alla firma.

credits CONI

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