L’Epifania si è portata via le feste che quest’anno non hanno avuto nessun aspetto gioioso e ci lascia molti dubbi sulla ripartenza immediata. In primis, la ripresa in presenza della scuola superiore – in Veneto – è rimandata a febbraio, mentre tutto il settore commerciale balla al ritmo di un semaforo impazzito.
Il quesito posto da enti di formazione e aggiornamento professionale privati con codice ateco 85.59.20, come ad esempio Conscientia Academy che si occupa di servizi formativi in ambito di benessere e salute, è quello di sapere se possono operare in presenza oppure no.
Il DPCM cita solamente alcuni enti autorizzati a proseguire, altri non li cita.
“La regione Veneto è sempre stata molto chiara in materia di formazione professionale, basta vedere l’ordinanza dello scorso 18/05/2020, dove addirittura si arrivava ad evidenziare il corso hobbistico. Qui non si tratta di avere un semplice riscontro chiarificatore ma di individuare in modo più preciso il settore di appartenenza – chiede Alessandra Nobile membro del CDA Conscientia Academy. – La nostra attività si basa al 90% su attività laboratoriali da proporre in aula ai discenti. L’obiettivo è quello di insegnare un nuovo mestiere nel minor tempo possibile pur rimanendo in perfetta conformità a quanto previsto da schede tecniche nazionali depositate presso enti preposti alla certificazione professionale. Gli utenti che scelgono i nostri percorsi nel 90% dei casi si rivolgono a noi per re-inventarsi. Per rilanciare la propria preparazione professionale o per ampliare servizi che già offrono in ambito lavorativo con titolo precedentemente acquisiti (vedi un’estetista). Una condizione essenziale per i nostri alunni sono le tempistiche. I corsi devono dare tanto e durare relativamente poco. La situazione Covid sta compromettendo l’investimento di tante e tante persone che da qui a pochi mesi si proiettavano in un nuovo ambiente di lavoro. Sia il governo che gli enti preposti, talvolta nella fattispecie anche la Regione, ha credo difficoltà nell’individuare questo tipo di attività. Mi spiego meglio – continua la dott.ssa Nobile – È facile normare istituzioni scolastiche “classiche”, le medie, le superiori, gli istituti professionali, IeFP (che non siamo noi) ma è altrettanto facile dimenticarsi di enti di formazione privati che operano attivamente nella formazione professionale. Immagino tutti gli enti di formazione che come noi si rivolgono a figure emergenti come l’osteopata, l’operatore olistico o il counselor ma anche chi fa corsi di cucina, di fotografia, corsi di BLS (primo soccorso), o sicurezza sul lavoro generica e specifica. Non ci siamo mai fermati, la formazione è sempre proseguita online anche nei mesi di marzo ed aprile grazie ai moduli teorici ed ai nostri docenti che hanno fatto un lavoro di conversione straordinario. Abbiamo proposto la formazione teorica online ma ripeto i nostri corsi vertono su una predominanza di attività pratiche esperienziali in aula. Abbiamo quindi bisogno di tornare in aula! Da maggio ad inizio novembre siamo tornati in presenza, dove abbiamo sempre avuto aule a numero chiuso (max 15 partecipanti), in una struttura a Mestre che offre sale con aria e luce naturale, abbiamo impiegato tutti i DPI di protezione individuale, rilevato la temperatura e firmato autodichiarazioni di buona salute e non abbiamo mai avuto a che fare con un caso covid” conclude.
Il Presidente Zaia, al quale è stato posto il quesito, ha risposto: “Faremo una Faq, dopo aver consultato l’avvocatura della Regione”.
Silvia Moscati
Photo Credits: www.conscientiacademy.com
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