La ripresa delle ostilità nel Golfo ha riacceso le tensioni sui mercati energetici, rendendo la gestione dei costi una priorità per le imprese. In questo scenario complesso, Confindustria Veneto Est ha dimostrato l’efficacia dell’aggregazione
PADOVA-TREVISO-VENEZIA-ROVIGO. La ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran ha riacceso le tensioni sui mercati energetici. La nuova fiammata dei prezzi del petrolio e del gas, che a luglio ha toccato i 60 euro/MWh con un aumento del 76,5% rispetto a dodici mesi fa, conferma la fragilità del quadro economico e i rischi al ribasso per la crescita. I costi delle materie prime energetiche rappresentano, infatti, una barriera significativa per la competitività dell’industria del Veneto, già segnata da una bassa crescita.
In questo contesto di incertezza e volatilità, il Gruppo d’Acquisto Energia elettrica e Gas naturale (GdA) di Confindustria Veneto Est ha conseguito risultati notevoli nel primo semestre del 2026. Per le 139 imprese aderenti, è stato registrato un risparmio in bolletta sulla componente energia e gas fino al 24,5%, pari a un valore cumulato stimato in 1,2 milioni di euro su base annua. Questo successo è attribuibile alla riduzione dello spread, che remunera i fornitori di energia, e al risparmio sui consumi elettrici e di gas naturale, ottenuto grazie a una strategia di copertura dei prezzi (fixing) rispetto al prezzo medio di mercato (PUN, Prezzo Unico Nazionale, e PSV). Il GdA conferma così il suo ruolo efficace nel supportare le imprese in un mercato energetico complesso e normativamente articolato.
Analizzando i dettagli, tra gennaio e giugno 2026, il risparmio medio in bolletta per aziende con volumi di consumo di 500.000 KWh annui è stato di circa 12.500-13.500 euro, grazie a un prezzo gestito che combina fisso e indicizzato, in contrasto con il prezzo variabile di mercato (PUN). Per le aziende con consumi di 1 milione di KWh annui, il risparmio medio ha raggiunto i 25.000-27.000 euro, con picchi di 50.000-54.000 euro per consumi di 2 milioni di KWh, mantenendo una proporzionalità per frazioni o multipli.
Nei primi sei mesi dell’anno, il Gruppo d’Acquisto Energia e Gas ha gestito complessivamente un volume di oltre 75,5 GWh di energia elettrica e circa 4 milioni di Smc di gas naturale, includendo sia imprese energivore che non energivore. Per il 2026, circa il 70% dei volumi è già stabilizzato a prezzo fisso, e l’obiettivo per il 2027 è mantenere un’analoga copertura dei prezzi per proteggersi dalla volatilità delle commodity e dagli shock di mercato.
Operativo da gennaio 2025, l’aggregatore energetico di Confindustria Veneto Est ha visto l’adesione di 139 imprese manifatturiere, prevalentemente PMI, distribuite nei territori di Treviso, Padova, Venezia e Rovigo. Queste aziende provengono da comparti diversificati, tra cui metalmeccanico (automotive, metalli), gomma plastica, chimico, cartario, ma anche tessile calzatura, alimentare, legno arredo, farmaceutica ed edilizia. I loro consumi annui variano tra centinaia di migliaia e qualche milione di KWh di energia elettrica e tra decine di migliaia e qualche centinaia di migliaia di metri cubi di gas metano.
“La ripresa delle ostilità nel Golfo – afferma Paola Carron, Presidente di Confindustria Veneto Est – ha innescato nuovi rialzi dei prezzi del petrolio e del gas, ma anche delle materie prime e dei trasporti. Una crisi tanto pericolosa quanto più si prolunga nel tempo. In questo contesto, il valore di iniziative aggregative come il Gruppo d’Acquisto appare ancora più evidente. Ma oggi più che mai abbiamo bisogno con urgenza di misure strutturali nazionali ed europee sull’energia che è una vera emergenza. I prezzi, volati questa settimana sopra i 160 euro al MWh, più del doppio di altri Paesi, continuano a minare la competitività, scoraggiano gli investimenti e fanno scappare le imprese. Dazi interni come il sistema ETS, con gli addebiti del prezzo delle quote di carbonio emesse, e il CBAM che impongono ai nostri produttori standard e costi che il resto del mondo non ha, a cominciare dai produttori asiatici, ci portano alla deindustrializzazione. Serve un radicale cambio di rotta: accelerare il mercato unico dell’energia e fissare un tetto europeo ai prezzi, una riforma non di facciata dell’ETS che ha fatto schizzare il prezzo delle quote CO2 da 6 euro nel 2017 a oltre 80 euro a tonnellata, utilizzare le risorse della clausola di flessibilità Ue per ridurre i costi per famiglie e imprese, offrendo alle aziende energia a prezzi calmierati a fronte di investimenti in rinnovabili. Ma anche accelerare l’approvazione della legge regionale sulle aree idonee, rimuovendo tutti i vincoli oggi vigenti, velocizzare le autorizzazioni, potenziare la rete, valutare le nuove tecnologie nucleari, per un mix che riduca il deficit produttivo del Veneto (sopra il 50%) e quindi i costi.”
“Il bilancio dei primi sei mesi – sottolinea Antonella Candiotto, Consigliere Delegata per le Politiche Industriali ed Energetiche Confindustria Veneto Est – evidenzia come il Gruppo d’Acquisto rappresenti oggi uno strumento concreto e affidabile di tutela della competitività delle imprese, capace di coniugare risparmio economico, stabilità dei costi e accompagnamento qualificato in un contesto energetico sempre più complesso. L’aggregazione è il vero valore del GdA, capace di porsi come ‘massa critica’, aggregare i volumi, garantire le migliori condizioni economiche e contrattuali, rivolto in particolare, ma non solo, alle PMI che non dispongono di risorse specializzate per negoziare sul mercato le migliori offerte. Come Confindustria Veneto Est confermiamo l’impegno a rafforzare e sviluppare ulteriormente l’iniziativa, ampliando i servizi a supporto delle imprese associate, allargando il perimetro di aziende con volumi di consumo maggiori e consolidando un modello di gestione dell’energia orientato alla sostenibilità economica e industriale nel lungo periodo.”
In un quadro di prezzi energetici strutturalmente più elevati e soggetti alle tensioni geopolitiche, il GdA ha consentito alle imprese di assorbire le tensioni e di ridurre il rischio prezzo, adottando una strategia di gestione dei contratti di fornitura nel medio periodo. Grazie all’aggregazione dei volumi e a un approccio multi-fornitore, ha conseguito condizioni economiche particolarmente competitive, con spread sulla materia prima Energia e Gas ridotti di oltre il 50% rispetto ai contratti di fornitura in essere. Le adesioni al GdA sono tuttora aperte, anche per le decorrenze infrannuali.
Il successo del Gruppo d’Acquisto di Confindustria Veneto Est nel primo semestre del 2026 dimostra l’importanza di strategie collaborative per la gestione dei costi energetici in un mercato volatile. Mentre le imprese beneficiano di risparmi concreti e maggiore stabilità, le voci di Paola Carron e Antonella Candiotto evidenziano la necessità di interventi strutturali a livello nazionale ed europeo per garantire una competitività duratura e sostenere la transizione energetica, promuovendo al contempo la deindustrializzazione.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
