A San Francesco per la conclusione delle celebrazioni antoniane
SanFrancesco e Sant’Antonio sono fra i santi più amati ed in particolare nella nostra regione. Oltre che essersi conosciuti in vita, quando Sant’Antonio da agostiniano decise di divenire francescano, dopo aver conosciuto il santo d’Assisi, i due santi sono legati quindi dall’appartenenza al medesimo ordine. E visto che quest’anno si celebrano gli 800 anni dalla morte di San Francesco, ancora più solenni sono state le celebrazioni della festività legate a Sant’Antonio.
Ogni giorno dal 31 maggio al 12 giugno, infatti, dalle ore 17 alle ore 17,30 la preghiera della Tredicina di Sant’Antonio è stata affidata a figure significative della nostra diocesi di Treviso, come don Luca Pertile, Direttore per l’Ufficio dell’Ecumenismo, Don Luca Pizzato, Rettore del Seminario Vescovile, Don Paolo Barbisan, Direttore dell’Ufficio per l’arte ed i beni culturali, Don Alberto Zanetti, direttore dell’Ufficio Catechistico prima della nostra diocesi ed ora da poco divenuto direttore dell’ufficio Catechistico nazionale.
Non solo, ma la celebrazione di sabato 13 giugno della messa serale, è stata affidata a mons. Antonio Guidolin, che ha appena ricevuto il nuovo incarico di Referente diocesano per le cause dei Santi e per la riscoperta dei testimoni della fede della diocesi di Treviso.
Per concludere in bellezza i festeggiamenti per Sant’Antonio, nella serata si è tenuto un concerto in onore della solennità di questo santo, eseguito dall’orchestra da camera Luigi Pavan, la Schola Cantorum di Santa Bona e la Corale Luigi Pavan, diretti dal Maestro Stefano Pavan.
L’attesa per questo evento era molta, tanto che prima che iniziasse l’evento, si era assiepata una folla di fronte alla entrata principale della chiesa, che rendeva difficile il passaggio delle auto nella strada che costeggia il tempio di San Francesco.
All’apertura delle porte, la chiesa si è rapidamente riempita ed è iniziato il concerto, dopo il benvenuto di padre Oliviero. Il programma aveva una prima parte concertistica, di cui il primo brano era una suite di John Rutter, particolarmente espressiva. E’ seguita l’esecuzione di un corale di Bach e di una danza slava di Antonin Dvorak.
Sono entrati poi i due cori, di cui la Schola Cantorum di Santa Bona vanta di aver raggiunto 110 anni dalla sua fondazione. Il programma in questo caso si è articolato in brani di Bach, Giovanni Pierluigi da Pelestrina, Franz Joseph Haydn, Karl Jenkins, Gioacchino Rossini e Georg Friederiche Handel.
Tra tutti i brani va sottolineata l’originalità del brano di Jenkins, Adiemus, che fatto di parole inventate e messe insieme in modo armonico. Molto efficace ed interessante.
Il concerto, oltre ad essere dedicato a Sant’Antonio, è stato fatto anche in ricordo di Maria Pia Pavan, una corista scomparsa cinque anni or sono.
Il concerto si è concluso con numerosi applausi e con un bis, ma soprattutto con la soddisfazione del pubblico, le cui aspettative non sono state deluse. Anzi direi che l’originalità dei brani e la professionalità della loro esecuzione, ha conquistato gli spettatori ed ha fatto crescere ancor più la stima verso gli esecutori.
Un bella modalità, quindi per concludere questo momento dell’anno dedicato a Sant’Antonio, la cui devozione nella nostra regione risulta sempre più sentita.
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