Il 21 maggio 2026, presso il Novotel di Mestre si è tenuta la conferenza su “Comuntà e tessuto urbano“. A far da relatore l’architetto e urbanista Andrea Rossetto con Alberto Laggia, giornalista direttore de “L’amico del Popolo” Giornale delle Dolomiti bellunesi e settimanale della Diocesi di Belluno-Feltre, nonchè componente del Consiglio Regionale dell’Ordine dei giornalisti, che si sono avvalsi dell’introduzione di Mattia Esposito, coordinatore della scuola di formazione. Non sono mancati i saluti di Christiano Costantini, Presidente dell’Associazione Il Circolo Veneto e di Michele Furlan, Presidente Associazione CGIA di Mestre
Una perfetta occasione di riflessione ispirata da un dialogo che ruota intorno alle prospettive di sviluppo urbano, dove “il suolo e gli spazi” si rivelano interlocutori per approdare alla consapevolezza di riconoscere i valori già presenti, attingendo al processo culturale in atto. Tra Skyline e Waterfront, con l’attenzione che si sposta inevitabilmente sui nuovi edifici, torri che svettano e inevitabilmente condizionano visivamente il paesaggio circostante, orizzonte che muta, in un viaggio nel tempo che va dai campanili di Venezia, a Marghera, con la sua ingombrante archeologia industriale, fino alle torri di Jesolo, quest’ultime in evidente “contraddizione” visiva con il tratteggio paesaggistico del Cavallino, tenue e discreto. E poi un cenno, molto interessante, sulla dicotomia tra spazi fisici e virtuali, con i primi, praticati da millenni, che offrono pregi e difetti conosciuti e i secondi a rischio oggettivo di dipendenza e sovraccarichi di incognite. L’attenzione si sposta anche sull’atteggiamento dell’architettura, che riesce a condizionare in maniera rilevante un’opera, tra prospettive e visuali. E la difficoltà della stessa architettura di essere contemporanea, con la necessità di lasciare segni nuovi, ma al contempo riuscire a coniugare utilità ed estetica. Con la narrativa che, per poter essere cambiata, come afferma l’architetto Andrea Rossetto, nell’intervista a noi rilasciata al termine della conferenza, necessita di un cambiamento di presupposti culturali che stanno a monte, più difficili da cambiare. E la cifra culturale diventa fondamentale perchè le cose esistono allorquando vengono raccontate.
Photo Credit by Gabripan
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