La crisi del commercio si fa sentire sempre più dura a Venezia e a Mestre. Lo dimostra la situazione delle chiusure, secondo Confesercenti le saracinesche abbassate tra gennaio e agosto di quest’anno sono 91, mentre sono 25 i pubblici esercizi che hanno chiuso.
Tutto questo ha come conseguenza un aumento della disoccupazione. Non solo i titolari, ma anche i dipendenti delle attività chiuse sono privi del lavoro senza la prospettiva di trovarne un altro a breve, vista la situazione che non fa sperare in una prossima ripresa.
Le attività che hanno subìto i danni maggiori sono i negozi di moda e di calzature, ben 20 in meno nel periodo gennaio agosto 2020. A seguire le edicole.
Come conseguenza di questa situazione, provocata dal Covid ma anche dalla concorrenza dei centri commerciali, strade più vuote e meno sicure.
Fonte: Veneziatoday
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