Tre tavole del Polittico di San Gregorio e una rara tavoletta bifronte sono ancora disperse. Due tavole, abbandonate durante la fuga, sono state recuperate. La Procura indaga su un furto durato pochi minuti.
MESSINA — Un’incursione rapidissima, compiuta mentre la città era raccolta attorno alla processione della Vara, ha colpito il cuore del patrimonio artistico messinese. Nella serata di Ferragosto una banda si è introdotta nel Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, il MuMe intitolato a Maria Accascina, e ha sottratto opere attribuite ad Antonello da Messina: tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio e una piccola tavola bifronte raffigurante la Madonna col Bambino su un lato e Cristo in pietà sull’altro.
Secondo le prime ricostruzioni, il colpo è avvenuto poco prima delle 22 del 15 agosto. I ladri, almeno tre e con il volto coperto, avrebbero raggiunto il museo da un accesso laterale, forzando una porta dopo aver piegato o divelto parte della recinzione. Una volta all’interno si sarebbero diretti senza esitazioni verso le sale che custodivano i dipinti. L’azione, ripresa dalle telecamere, sarebbe durata appena due o tre minuti.
Dal Polittico sarebbero state inizialmente rimosse tutte le cinque tavole giunte fino a noi. Due pannelli, raffiguranti San Benedetto e San Gregorio, sono stati però abbandonati lungo la recinzione esterna e ritrovati da alcuni passanti, la cui segnalazione al 112 ha fatto scattare l’intervento. Restano invece disperse tre tavole del complesso quattrocentesco e la tavoletta bifronte, estratta da una teca blindata.
La Procura di Messina ha aperto un’inchiesta contro ignoti per furto pluriaggravato di opere d’arte. Le indagini coinvolgono la Polizia di Stato e gli specialisti del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Gli investigatori stanno analizzando i filmati di videosorveglianza, ascoltando custodi e addetti alla sicurezza e ricostruendo la via di fuga della banda. I controlli effettuati agli imbarcaderi nelle ore successive non avrebbero finora dato risultati.
Resta da chiarire come sia stato possibile portare a termine il blitz nonostante gli allarmi, la videosorveglianza e il servizio di vigilanza. La Regione Siciliana ha annunciato verifiche interne, mentre gli inquirenti valutano più piste. Tra queste c’è l’ipotesi di un furto su commissione destinato al mercato clandestino: opere tanto note e riconoscibili non potrebbero infatti essere vendute attraverso i canali legali. Si tratta, tuttavia, di uno scenario investigativo e non di una conclusione già accertata.
Il valore della perdita va ben oltre qualsiasi stima economica. Firmato e datato 1473, il Polittico di San Gregorio fu realizzato per il monastero di Santa Maria extra moenia su commissione della badessa Fabria Cirino. In origine era composto da sei tavole: al centro la Madonna in trono col Bambino e angeli reggicorona; ai lati San Gregorio e San Benedetto; nel registro superiore l’Angelo annunciante e la Vergine annunciata. La tavola centrale della cimasa, probabilmente dedicata al Cristo morto sorretto dagli angeli, era già andata perduta nei secoli.
L’opera era sopravvissuta allo smembramento, a restauri invasivi e al terremoto del 1908, che distrusse gran parte di Messina e lasciò il complesso esposto alle intemperie. Era soprattutto l’unica opera di Antonello rimasta nella sua città natale: un legame diretto tra il maestro del Rinascimento, la storia religiosa locale e la memoria di una comunità più volte costretta a ricostruire il proprio patrimonio.
Non meno preziosa è la tavoletta bifronte, destinata probabilmente alla devozione privata e datata dagli studiosi tra il 1465 e il 1474. Attribuita ad Antonello nel 2003, nello stesso anno fu acquistata dalla Regione Siciliana a un’asta di Christie’s. Le sue dimensioni contenute contrastano con l’enorme rilievo storico e artistico: due immagini sacre dipinte sui lati opposti di un unico supporto, pensate per accompagnare la preghiera personale.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha espresso «sconcerto e dispiacere» e assicurato la disponibilità del Ministero a collaborare con le autorità siciliane. Il sindaco Federico Basile ha definito il furto un colpo alla memoria e all’identità della città; la direttrice del museo, Marisa Mercurio, ha parlato di una perdita che riguarda Messina, la comunità e il mondo dell’arte.
Il recupero delle due tavole abbandonate rappresenta un primo segnale positivo, ma non riduce la gravità del furto. Restano infatti disperse tre tavole del Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte. L’accaduto ha inoltre riaperto il dibattito sull’efficacia dei sistemi di sicurezza nei musei. La priorità degli investigatori è ora recuperare le opere ancora disperse e restituirle al Museo di Messina.
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